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Reminder: Date importanti AIUCD 2026

Si ricorda a tutti coloro che intendono partecipare ad AIUCD 2026 le seguenti scadenze improrogabili:

Autori

  • Iscrizione al Convegno: entro il 19 aprile 2026
  • Invio della versione camera ready: entro il 22 aprile 2026

Uditori

  • Iscrizione al Convegno: entro il 17 maggio 2026

L’iscrizione è obbligatoria per la pubblicazione del contributo negli atti e per la partecipazione come uditori.

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Chiara Zuanni Chair di EADH

AIUCD si congratula con la socia Chiara Zuanni (professoressa di Digital Cultures and Digital Humanities presso l’Università di Krems), recentemente nominata Chair di EADH. Auguri di buon lavoro alla nuova presidente!

Più informazioni qui: 

https://eadh.org/news/2026/04/02/big-news-our-community-meet-our-new-chair

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Coordinamento del gruppo scuola

Siamo lieti di annunciare che il Gruppo Scuola AIUCD è ora coordinato da Paolo Sartori e Paolo Monella.

Finora Paolo Sartori ha coordinato il “Sotto-gruppo Licei”, che si è occupato della formazione e della consulenza rivolte ai docenti dei licei che vogliono sperimentare in indirizzi o iniziative DH e hanno contattato AIUCD per essere accompagnati in questo percorso. Il lavoro di quest’ultimo sotto-gruppo è stato finora magna pars dell’attività complessiva dell’intero Gruppo.

Il Direttivo ringrazia Paolo Sartori per il prezioso lavoro svolto finora e per quello che svolgerà nei prossimi mesi.

Un ringraziamento va anche ad Alice Orrù, che nel Gruppo sta coordinando la preparazione del “MOOC Licei AIUCD”. Si tratta di un corso asincrono, online, aperto, rivolto ai docenti di scuola che vogliano formarsi nelle DH e le cui prime lezioni saranno pubblicate entro la fine dell’anno scolastico.

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Blog: Lettura aumentata e punti di uscita dal testo

Siamo lieti di annunciare che nel blog di AIUCD è stato pubblicato un nuovo post dal titolo Lettura aumentata e punti di uscita dal testo di Ludovica Mastrobattista, Elena Ranfa, Gino Roncaglia, Alessia Vecchi.

Link diretto al post https://infouma.hypotheses.org/4023

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Scomparsa di Rodolfo Delmonte

È con profondo dolore che annunciamo la scomparsa di Rodolfo Delmonte, Professore in quiescenza dell’Università Ca’ Foscari Venezia, venuto a mancare improvvisamente giovedì 12 marzo 2026. Tra i primi soci di AIUCD, lo ricordiamo con gratitudine per il suo fondamentale e pionieristico contributo alla linguistica computazionale e ai nostri studi di umanistica digitale, nonché per il suo spirito critico e costruttivo. Tutti coloro che hanno incrociato il suo cammino sanno quanto sapesse trasmettere gioia e umanità. Con la passione che metteva nel suo lavoro di ricerca, ha lasciato un segno nel percorso professionale e personale di molti di noi. Il suo ricordo resterà vivo e accompagnato da un sentimento di autentica riconoscenza.

Un contributo al nostro blog: rodolfodelmonte (27 Luglio 2023). Poesia e Computer: un percorso bibliografico dagli anni ‘80 ai giorni nostri. Informatica Umanistica e Cultura Digitale: il blog dell’ AIUCD. Recuperato il 15 Marzo 2026 da https://doi.org/10.58079/qcdk

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Umanistica Digitale: pubblicato il numero 22

Siamo lieti di annunciare che è ora completamente disponibile il numero 22 (2026) di Umanistica Digitale (ISSN 2532-8816), consultabile all’indirizzo: [https://umanisticadigitale.unibo.it/]

Il volume è un numero speciale intitolato: From Data to Heritage: Semantic Enrichment, Archives, and Digital Libraries. IRCDL 2025 – Selected and Extended Papers ed è a cura di Giorgio Maria Di Nunzio e Marcella Cornia (Dal dato al patrimonio: arricchimento semantico, archivi e biblioteche digitali. Selezione di articoli estesi da IRCDL 2025).

Indice del volume

Giorgio Maria Di Nunzio, Marcella Cornia, Introduction to the Special Issue. From Data to Heritage: Semantic Enrichment, Archives, and Digital Libraries

Giulia Renda, Marilena Daquino, Do Information Visualisation and the Semantic Web Get on Well? A Study on the Usage of Storytelling Platforms to Improve Data Literacy Skills

Vanessa Faschi, Federico Avanzini, Luca Andrea Ludovico, Fostering Openness and Accessibility of Music Archives through Multilayer Formats

Sebastiano Giacomini, Chiara Martignano, Giorgia Rubin, Alessia Bardi, Marina Buzzoni, Marilena Daquino, Riccardo Del Gratta, Angelo Mario Del Grosso, Franz Fischer, Roberto Rosselli Del Turco, Francesca Tomasi, ATLAS: A Knowledge Graph to Enhance the Findability of International Scholarly Research on the Italian Digital Cultural Heritage

Riccardo Amerigo Vigliermo, Giovanni Sullutrone, Sonia Bergamaschi, Luca Sala, The “Digital Maktaba LP”. Proposing a Comprehensive Dataset for Arabic Script OCR Title Pages in the Context of Digital Libraries and Religious Archives

Stefano Ferilli, Eleonora Bernasconi, Domenico Redavid, Giorgio Maria Di Nunzio, Knowledge Graphs for the Web Economy. The CHiPS&BITS Project on Cultural Heritage

Andrea Esuli, Vincenzo Roberto Imperia, Giovanni Puccetti, Automatic Annotation of Legal References (Allegationes) in the Liber Extra’s Ordinary Gloss

Ricordiamo che Umanistica Digitale accoglie proposte in modalità continua. La rivista pubblica articoli scientifici originali (5.000–10.000 parole), recensioni e resoconti (1.000–3.500 parole), in italiano e in inglese, su tutti i temi e gli ambiti delle Digital Humanities.

Le linee guida per gli autori e le norme editoriali sono disponibili al seguente indirizzo [https://umanisticadigitale.unibo.it/about/submissions]

La rivista è riconosciuta come rivista scientifica ANVUR per le aree CUN 10 e 11 ed è classificata in fascia A in diversi settori scientifico-disciplinari: [https://umanisticadigitale.unibo.it/announcement/view/502]

Umanistica Digitale è inoltre indicizzata in Scopus: [https://www.scopus.com/sourceid/21101060465]

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Premio Buzzetti 2026: Silvia Lilli

Siamo lieti di comunicare che il progetto “Misurare la creatività linguistica: sorpresa ed entropia come strumenti di
analisi stilistica
” di Silvia Lilli è risultato vincitore del Premio di ricerca Dino Buzzetti 2026.

Il progetto si pone l’obiettivo di testare l’applicabilità all’analisi stilistica delle misure di ‘sorpresa’ ed ‘entropia’ elaborate nell’ambito della teoria dell’informazione in un corpus di testi letterari italiani del Novecento.

Ricordiamo che il premio è stato istituito nel 2023 in seguito alla scomparsa del prof. Buzzetti, tra i fondatori dell’Associazione nel 2011, Presidente dal 2011 al 2014, poi Presidente onorario.

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Chiusa la Call for Papers AIUCD 2026

La Call for Papers di AIUCD 2026 si è ufficialmente chiusa con 151 proposte ricevute, superando le aspettative sia per quantità sia per varietà dei contributi. II convegno si preannuncia come un momento di confronto internazionale e multidisciplinare, con una partecipazione diffusa tra realtà nazionali e contesti transnazionali.

Le proposte sono ora in fase di double-blind peer review (febbraio–marzo 2026). Gli esiti saranno comunicati agli autori entro il 31 marzo 2026.

Un approfondimento è presente sul sito del convegno: https://www.aiucd2026.unica.it/2026/02/12/aiucd-2026-stats/

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Blog: «Google e l’IA: evoluzione dal motore di ricerca al motore di risposta» di Rossana Morriello

Siamo lieti di annunciare che è stato pubblicato nel blog AIUCD un nuovo post dal titolo Google e l’IA: evoluzione dal motore di ricerca al motore di risposta  di Rossana Morriello

Link diretto al post: https://infouma.hypotheses.org/3959

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Patrocini: Digital Humanities tra pratiche, limiti e prospettive (in)convenienti [cfp posticipata 2 marzo]

L’associazione AIUCD è lieta di patrocinare il convegno Digital Humanities tra pratiche, limiti e prospettive (in)convenienti, organizzato dalle dottorande e dai dottorandi in Digital Humanities dell’Università degli Studi di Genova e Torino, che si terrà all’Università di Genova il 25 e il 26 maggio 2026.

La Call for abstract  è aperta fino al 18 febbraio 2026 2 marzo 2026 ore 13 italiane. Il convegno si terrà in presenza e la partecipazione è gratuita.

Per avere informazioni su come presentare i contributi, si rimanda al sito: digitalhumanities.phd.unige.it

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Incontro «L’università in discussione»

Siamo lieti di annunciare che mercoledì 11 febbraio la Società Italiana di Scienza politica organizza l’incontro L’università in discussione, un momento di confronto sul presente e sul futuro dell’università alla luce della riforma. L’evento si terrà a Firenze, 11 febbraio 2026, Scuola Normale Superiore, Palazzo Strozzi, Sala Altana. 

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Blog: nuova coordinatrice e nuovo post

Il blog di AIUCD  da gennaio 2026 ha una nuova coordinatrice, Manuela Grillo, che prosegue l’ottimo lavoro svolto durante il coordinamento di Andrea Bolioli.

È stato pubblicato il primo post 2026: Wikipedia, 25 anni dopo di Giuseppe Arena (link diretto al post: https://infouma.hypotheses.org/3903).

La Redazione è in attesa di nuove proposte (blog@aiucd.it): contributi brevi, con un tempo di lettura ridotto, ma che offrono una panoramica su quel che succede in ambito DH: nella ricerca universitaria, così come nelle scuole, negli enti MAB e in tutto ciò che con le DH ha punti di contatto.

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EADH: Estensione scadenza invio proposte

Siamo lieti di comunicare che il termine ultimo per l’invio di contributi per la conferenza 2026 di EADH (European Association for Digital Humanities) è stato prorogato al 27 febbraio 2026.
La conferenza si terrà dal 15 al 19 settembre 2026 presso la Jagiellonian University di Cracovia (Polonia), ed è co-organizzata dal Jagiellonian Centre of Digital Humanities, dall’Institute of Polish Language of the Polish Academy of Sciences e dall’Università di Breslavia.
Il tema è “Linking Europe: Digital Humanities Without Borders” e il nuovo termine per l’invio è fissato alle 23:59 di venerdì 27 febbraio 2026.
Il bando completo e altre informazioni sono disponibili qui:https://eadh2026.confer.uj.edu.pl/cfp
Le proposte possono essere inviate tramite ConfTool:
https://www.conftool.net/eadh2026/index.php

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Patrocini: IEEE-CH2026 Venezia

L’associazione AIUCD è lieta di patrocinare la conferenza IEEE-CH2026 Venezia che si terrà a Venezia il 7-9 settembre 2026 a San Servolo.

The IEEE International Conference on Cyber Humanities (IEEE CH) is an annual event co-sponsored by the IEEE Systems, Man, and Cybernetics (SMC) Society. It focuses on theoretical and practical aspects of technologies applied to Social Science and Humanities (SSH) that includes Arts, Heritage, History, Archeology, Linguistics, Libraries, and so forth. SSH Is now considered as a Critical and Complex Human-Cyber-Physical Ecosystem that need protection, valorization and resilience for the future generations. Such Ecosystem should exhibit three relevant properties as Trust, Resilience and Sustainability to pursue its mission in the long term.

The conference explores novel concepts, technologies, solutions and applications along the digital continuum within the Cultural Cyber Critical Ecosystem including digitization, curation, protection, reuse and disseminate Digital Cultural Assets. The IEEE CH 2026 conference will be held in Venice, Italy, during September 7–9, 2026.

Date importanti:

Call for papers

Paper submission deadline: April 12, 2026
Authors’ notification: May 2, 2026
Camera-ready submission: May 15, 2026
Early registration deadline: May 20, 2026
Conference dates: Sept 7–9, 2026

Call for workshops

Proposal submission deadline: December 20, 2026 (send to emanuele.bellini@ieee.org)
Proponents’ notification: December 29, 2026
Paper submission deadline: April 12, 2026
Authors’ notification: May 2, 2026
Camera-ready submission: May 15, 2026
Early registration deadline: May 20, 2026
Workshop dates: Sept 7–9, 2026

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Aiucd2026: estensione scadenza presentazione proposte

La scadenza per l’invio delle proposte per il XV Convegno di AIUCD, che si terrà a Cagliari dal 3 al 5 giugno 2026, è stata posticipata all’8 febbraio 2026. Informazioni sulla call e su come partecipare sono disponibili sul sito del convegno.

Date importanti

  • La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata per le ore 23:59 (ora italiana) del 31 gennaio 2026 8 febbraio 2026..
  • Informazioni sull’accettazione verranno comunicate agli autori entro il 31 marzo 2026.
  • La versione camera ready deve essere inviata entro il 12 aprile 2026. La scadenza per iscrizione obbligatoria degli autori è il 19 aprile 2026.

Il Convegno è organizzato da DH UNICA, il Centro di Umanistica Digitale dell’Università di Cagliari (Dipartimento di Lettere, lingue e beni culturali). I chair di quest’anno sono Giampaolo Salice e Cristina Marras, affiancati da un comitato scientifico e da un comitato organizzatore.

Il tema dell’edizione 2026 è Digitale e Public Engagement: pratiche e prospettive nelle Digital Humanities: si esplorerà il rapporto tra Digital Humanities e public engagement, offrendo spazio a modelli teorici, metodologie, servizi, applicazioni pratiche che favoriscono il coinvolgimento attivo dei cittadini nei processi di ricerca, documentazione nel campo delle Humanities. Sono temi di interesse del convegno le esperienze che, attraverso il digitale, attivano percorsi di co-creazione, crowdsourcing, narrazione digitale, musealizzazione, archiviazione virtuale e di citizen scienceheritage sharing, dentro cornici Open Access e con approcci innovativi anche alla comunicazione scientifica. Saranno bene accolte proposte che approfondiscono anche altri aspetti dell’ampio panorama delle Digital Humanities, al fine di alimentare il confronto interdisciplinare e il dialogo scientifico in forma inclusiva.  

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DIGITALIA: Digital Heritrace Training

AIUCD è lieta di annunciare Digitalia Heritrace Training 2026, che si terrà dal 27 al 29 gennaio 2026, presso Ca Foscari, Ca Dolfin.

L’evento si inserisce all’interno del Programma di formazione Erasmus+ “Digitalia: Digital Solutions for Sustainable and Disaster Resilient Heritage Management”.

Programma:

9:00 Welcome & Opening Remarks

Luisa Bienati, Ca’ Foscari University of Venice, Vice-Rector for Teaching
Daniele Baglioni, Ca’ Foscari University of Venice, Department of Humanities, Director
Marina Buzzoni, Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale, President
Andrea Erboso, Venice State Archive, Director
Sedef Çokay-Kepçe, Istanbul University, DIGITALIA Principal Investigator
Lorenzo Calvelli, Ca’ Foscari University of Venice, DIGITALIA Venice Coordinator

10:00 Keynote Talks

Chair Franz Fischer, Ca’ Foscari University of Venice, Venice Centre for Digital and Public Humanities, Director

Paolo Mozzi, University of Padua
Geomorphological and Geoarchaeological Perspectives on Venice Lagoon and Relative Sea Level Rise

Fabio Pittarello, Ca’ Foscari University of Venice
Collecting and preserving intangible heritage in the Venice Lagoon: the Bauhaus of the Seas project and the Regenerative Lagoon digital platform

12:00 Hands-On Approaches to Digital Heritage at Risk 

Elisa Corrò, Ca’ Foscari University of Venice
Why Heritage is Our Best Disaster Risk Strategy. The Role of Digital and Public Humanities

Sabrina Pesce, Ca’ Foscari University of Venice
Making the Fragile Accessible: Digital Practices for Heritage Protection and Valorisation

Discussion

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Viertes FAIR February Meetup: 10 Jahre FAIR-Prinzipien – Let’s discuss FAIR Digital Editions

In der Task Area Editions des NFDI-Konsortiums Text+ wird das Know-how digital und interdisziplinär arbeitender Wissenschaftler:innen gebündelt mit dem Ziel, die Forschungsdateninfrastruktur für digitale Editionen zu verbessern. In der 2023 begründeten Veranstaltungsreihe FAIR February beschäftigen wir uns jährlich fokussiert mit den FAIR-Prinzipien Findability, Accessibility, Interoperability und Reusability und ihrer Bedeutung für digitale Editionsprojekte.

Seit ihrer Veröffentlichung 2016 im Scientific Data Journal haben sich die FAIR-Prinzipien als Leitprinzipien innerhalb der Digital Humanities etabliert. 2026 feiern sie ihren 10. Geburtstag, für uns Anlass in die Diskussion zu gehen: Wie hat sich die Landschaft der digitalen Editionen in den letzten zehn Jahren verändert? Werden Daten öfter nachgenutzt? Sind Ressourcen besser miteinander vernetzt? Welche Herausforderungen kommen in den nächsten Jahren auf die Editionswissenschaften zu und wie können die FAIR-Prinzipien hier unterstützen?

Mit der virtuellen Veranstaltungsreihe wenden wir uns an Forschende und Mitarbeitende von laufenden oder geplanten Editionsprojekten, analog wie digital, an die Digital Humanities, und natürlich überhaupt an Interessierte aus den Geistes- und Kulturwissenschaften, die Zugang zum Feld der “Edition” suchen.

Programm der Veranstaltung

5. Februar 2026, Donnerstag, 10.00-11.30 Uhr

Spricht man über die Nachnutzung von Forschungsdaten, so hat man es immer mit zwei Bewegungen zu tun: Vorhandene Daten werden genommen, um sie in neue Projekte zu integrieren – dafür müssen sie aber erst freigegeben worden sein. Jede Seite hat dabei ihre eigenen Herausforderungen und Bedürfnisse. In Form eines ‚Speed-Talk‘ – 6 Fragen in 60 Minuten – wollen wir mit vier Expert:innen diskutieren, was eine gute Nachnutzung ausmacht, wie sie gelingt und an welchen Stellen es noch hakt. Auch möchten wir darauf eingehen, wie neue Entwicklungen, etwa der Einsatz von LLMs/KI, Anforderungen und Arbeitsweisen verändern.

Die Paneldiskussion wird auf Englisch stattfinden.

Als Panelist:innen gewonnen werden konnten:

Sven Jaros (Martin-Luther-Universität Halle-Wittenberg)
Caroline Odebrecht (Humboldt-Universität zu Berlin)
Elena Spadini (Universität Bern)
Peer Trilcke (Universität Potsdam)

18. Februar 2026, Mittwoch, 14.00-15.30 Uhr

Semantic Web, Linked Open Data, Knowledge Graphs – die (semantische) Vernetzung digitaler Ressourcen hat mittlerweile eine eigene Geschichte. Verschiedene Wissensbasen und Ansätze haben sich etabliert. Eckpfeiler sind Normdaten und kontrollierte Vokabulare, Wissensdatenbanken und maschinenlesbare, strukturierte Standardformate. Ist FAIR ohne LO(U)D überhaupt denkbar? Solche und andere Thesen möchten wir in diesem Text+ FAIR February Meetup anschneiden und diskutieren.
Wir bringen damit engagierte Akteur:innen aus diesem Feld zusammen und fragen nach konkreter Praxis, nach Stand und vor allem Perspektiven – und möchten so auch eine Vernetzung der Köpfe aus diesen Bereichen bewirken: Wikidata, Normdaten, BEACON, und mehr.

Das Meetup findet auf Deutsch statt.


Über den folgenden Link können Sie sich zur Teilnahme anmelden: https://events.gwdg.de/event/1351

Wir freuen uns auf Ihre Teilnahme!

Die Task Area „Editions“ von Text+

Organisationsteam:

Martin Fechner (Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften)
Nils Geißler (Cologne Center for eHumanities)
Eva-Maria Gerstner (Max Weber Stiftung
Philipp Hegel (Akademie der Wissenschaften und der Literatur Mainz)
Sandra König (Leopoldina – Nationale Akademie der Wissenschaften)
Harald Lordick (Salomon Ludwig Steinheim-Institut für deutsch-jüdische Geschichte)
Fernanda Wolff (Technische Universität Darmstadt)

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Pubblicato il volume «Storia dell’informatica italiana» (prima parte)

Sono stati pubblicati i tre volumi della prima parte della “Storia dell’informatica italiana” (a cura di Maristella Agosti e Virginio Cantoni), in cui compare nel terzo volume anche un saggio dedicato all’informatica umanistica (a cura di Marina Buzzoni). Sono disponibili in open access nel catalogo di Cnr Edizioni a partire dall’indirizzo: http://eprints.bice.rm.cnr.it/23926/

Abstract:
Nata da un’idea del gruppo di lavoro AICA sulla Storia dell’Informatica, quest’opera monumentale – articolata in due parti, la prima composta da tre volumi e la seconda da due – ricostruisce, per la prima volta in modo organico, l’evoluzione scientifica, tecnologica e culturale dell’Informatica nel nostro Paese. Si tratta di un viaggio che parte dagli anni Quaranta e arriva ai primi Duemila, raccontato direttamente da chi quell’evoluzione l’ha progettata, costruita e vissuta. Si tratta di un imponente lavoro frutto della memoria collettiva e della ricostruzione storica e rigorosa operata da decine di studiosi, ricercatori, pionieri del settore e protagonisti dell’innovazione italiana coordinati con cura e passione da Maristella Agosti e Virginio Cantoni. L’opera ripercorre i grandi momenti fondativi: dai primi istituti del CNR all’epopea della CEP, dal Progetto Finalizzato Informatica alla nascita di Internet in Italia. Un lavoro unico che offre uno sguardo lucido sulle scelte strategiche, sulle occasioni mancate, sulle collaborazioni decisive e sul ruolo dell’informatica nella società contemporanea.

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Il socio Federico Meschini è stato nominato nel comitato scientifico della Digital Library

Siamo felici di annunciare che il socio Federico Meschini (già membro del direttivo AIUCD) è stato nominato nel comitato scientifico dell’istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale.

Come si legge dalla pagina istituzionale (https://digitallibrary.cultura.gov.it/chi-siamo/) la missione della Digital Library è quella di accompagnare le istituzioni e i luoghi della cultura nell’attuare la propria trasformazione digitale: migliorare la gestione dei beni conservati, ridisegnare le modalità di interazione con il patrimonio culturale, sviluppare nuovi modelli di creazione del valore in una logica di ecosistema.

Visione, strategia e strumenti attuativi sono i contenuti essenziali per affrontare tale sfida; compito della Digital Library è definire la cornice di riferimento all’interno della quale ogni istituzione potrà disegnare il proprio percorso di cambiamento.

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Olá, Lisboa: DH2025 – Building Access and Accessibility, open science to all citizens

Die diesjährige Digital Humanities Konferenz fand im schönen (wenn auch ziemlich heißen!) portugiesischen Sommer in Lissabon statt. Als Brasilianerin war ich besonders froh, die DH-Community in einem portugiesischsprachigen Umfeld zu erleben, und bin mit Unterstützung eines Reisestipendiums des Verbands Digital Humanities im deutschsprachigen Raum (DHd) nach Lissabon gegangen. Ich bin daher dem Dhd für die Unterstützung sehr dankbar, welche mir die Teilnahme an der Konferenz ermöglicht hat. Ohne diese Unterstützung hätte ich diese Erfahrung nicht erleben können.

Unter anderem hatte ich vor, Ergebnisse aus dem Projekt „digitale Edition von Fernando Pessoa – Projekte und Publikationen” zu präsentieren, einem Text+ Kooperationsprojekt mit Prof. Ulrike Henny-Krahmer (Universität Rostock), mit der ich 2023 zusammengearbeitet habe. Das Projekt sollte die Infrastruktur der digitalen Edition auf den neuesten Stand bringen. Da Fernando Pessoa einer der wichtigsten Autoren der Literatur in portugiesischer Sprache und ein echter Lisboeta ist, war Lissabon der perfekte Ort, um die Ergebnisse des Projekts zu teilen.

In diesem Blogbeitrag teile ich ein paar Eindrücke von der DH2025 und während wir auf das Abstract-Buch warten, möchte ich auch ein paar Eindrücke vom Programm zeigen.

DH in Lissabon

Ein gelber Straßenbahnwagen fährt durch eine sonnige Stadtstraße, umgeben von Gebäuden, Bäumen und Oberleitungen.

Unter dem Motto „Accessibility & Citizenship“ ging es bei der Konferenz darum, den Zugang zu Wissen demokratischer zu machen, das Engagement der Community zu fördern und aktuelle gesellschaftliche Probleme auf sinnvolle Weise anzugehen. Barrierefreiheit war nicht nur ein Thema, sondern hat auch die Organisation beeinflusst. Bei der Eröffnungsfeier gab es sowohl im Saal als auch beim Zoom-Livestream Gebärdensprachdolmetscher. Das hybride Format, das an sich schon ein Zeichen für Barrierefreiheit ist, baut auf den letzten Konferenzen in Graz (2023) und Washington, DC (2024) auf und versucht, die Online-Teilnahme zu verbessern. Obwohl ich vor Ort in Lissabon war, finde ich es sehr wichtig, dass unsere Community weiterhin den Möglichkeiten für DHler:innen und Interessierte, die nicht reisen können, Priorität einräumt.

Auch die Multilingualität stand im Mittelpunkt. Präsentationen in anderen Sprachen als Englisch sind auf DH-Konferenzen nichts Neues, aber in Lissabon gab es mehrere Vorträge auf Italienisch, Portugiesisch und Spanisch. Da die ADHO neue Mitglieder wie die Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale (AIUCD) aufnimmt, sollten wir den wissenschaftlichen Austausch über Sprach- und Landesgrenzen hinweg weiter fördern. Englisch ist vielleicht die Lingua franca der Wissenschaft, aber als Geisteswissenschaftler:innen sollten wir die damit verbundenen Auswirkungen kritisch hinterfragen.

Aus einer brasilianischen akademischen Perspektive ist diese Diskussion bekannt: Englisch ist oft die gemeinsame Sprache in der Wissenschaft, aber es kann auch eine Barriere darstellen, die Leute von der Teilnahme ausschließt, und zwar selbst wenn es, z.B., auf Portugiesisch fundierte wissenschaftliche Arbeiten gibt. Für uns, bei einem Vortrag über einen portugiesischen Autor im Herzen Portugals durch eine brasilianische Forscherin, haben wir (das Team: Ulrike Henny-Krahmer, Erik Renz und ich) uns dafür entschieden, auf Portugiesisch zu präsentieren. Es war wie eine Heimkehr für Pessoas Ausgabe in seine Heimatstadt.

Ich werde hier nicht versuchen, das Problem zu lösen, aber die Anzahl der mehrsprachigen Vorträge auf der Konferenz unter dem Motto „Accessibility“ hat mich wieder an diese Fragen erinnert. Das ist es meiner Meinung nach, was ein Konferenzmotto bewirken sollte. Gut gemacht, Organisationskomitee!

Die DH-Konferenz in Lissabon war nicht nur mehrsprachig, sondern auch echt international. Die Referenten kamen aus Institutionen von 45 Ländern. Die Karte unten zeigt die Teilnahme nach Ländern, basierend auf dem Konferenzprogramm und den Angaben der Teilnehmer zu ihrer jeweiligen institutionellen Zugehörigkeit. (Die Karte zeigt das Land der Institution der Referenten, nicht ihre Staatsangehörigkeit.)

Die Grafik zeigt eine Weltkarte mit der Anzahl der Präsentationen pro Land, dargestellt durch verschiedene Farbabstufungen von hellviolett bis dunkelviolett. Je dunkler die Farbe, desto mehr Präsentationen fanden in diesem Land statt.

Bei der Eröffnung hat ADHO sein 20-jähriges Jubiläum in Erinnerung gerufen (gegründet 2005) und Italien über AIUCD als neues Mitglied begrüßt. Der Antonio Zampolli Preis 2026 wurde für das Stylo Tool und die Computational Stylistics Group verliehen, deren R-Library für stilometrische Analysen und ihr Engagement für den Aufbau einer Community gewürdigt wurden. Michael Sperberg-McQueen (1954–2024) wurde außerdem in Erinnerung gerufen und der Michael Sperberg-McQueen Digital Nachlass vorgestellt (https://dh.phil-fak.uni-koeln.de/en/research/cmsmcq), eine Initiative des Departments für Digital Humanities der Universität zu Köln zur Bewahrung seines digitalen Nachlasses unter der Leitung von Elisa Cugliana und Øyvind Eide. Das Programmkomitee unter der Leitung von Gimena del rio Riande (IIBICRIT- CONICET/ USAL) und Manuel Portela (Fachbereich für Sprachen, Literatur und Kulturen, UCoimbra) folgte mit einem lustigen Sketch über KI-„Halluzinationen” und die Schwierigkeiten des akademischen Lebens, der die Stimmung auflockerte und uns gleichzeitig auf die Themen des Jahres zurückführte: Mehrsprachigkeit, Politik, Barrierefreiheit und Wissenschaft als citizenship.

Javier Cha steht vor dem Publikum im Konferenzraum und präsentiert Folien mit Schriftzeichen, während ein Dolmetscher daneben steht.

Dann kam die Keynote von Javier Cha. Cha erzählte von seiner Karriere und seiner Sicht auf (digitale) Geschichte, von seinen ersten netzwerkbasierten Rereadings historischer Quellen bis hin zu aktuellen Anwendungen von KI, die uns helfen, Archive besser im Kontext zu lesen. Der Fokus liegt nicht darauf, mit KI das Rad neu zu erfinden, sondern anders zu lesen: mithilfe von Computern Verbindungen, Nuancen und Kontexte zu erkennen, die durch Schlüsselwörter und Häufigkeit nicht erfasst (oder erkennt) werden, während der Historiker:in die Kontrolle behält. Er bezeichnete dies als „fine-tuning the historian’s macroscope”: die Fähigkeit, das Ganze zu überblicken und die richtigen Stellen zu finden, um näher hinzuschauen und genauer zu lesen.

Überblick: Poster, Präsentationen und Panels

Ein Balkendiagramm zeigt die Anzahl der Präsentationen nach Typ. "Short paper" hat mit 218 die meisten Beiträge, gefolgt von "Poster" mit 133 und "Long paper" mit 118. Weitere Kategorien sind "Workshop" (17), "Panel" (10), "Mini conference" (8) und "SIG workshop/event" (7).

Das Programmheft ist noch nicht da, aber während wir warten, können wir uns schon mal das Programm anschauen und, um einen Begriff von Cha zu verwenden, mit unserem Makroskop die Konferenz aus der Ferne betrachten und versuchen, einen Eindruck davon zu bekommen, was unsere DH Community so treibt. Ein Überblick über die Arten der eingereichten Beiträge zeigt uns die Verteilung des diesjährigen Programms (siehe oben). Die Daten für diesen Überblick stammen aus dem Programm auf Conftool (https://dh2025.adho.org/browse-the-program-agenda/), wurden maschinell erfasst und anschließend mit Python bereinigt und analysiert.

Ein Balkendiagramm zeigt die häufigsten n-Grams. "Large language models" und "cultural heritage" sind am häufigsten, gefolgt von "machine learning" und "open source".

Wenn man sich die Abstracts der Vorträge im Programm anschaut (Workshops und Panels nicht mitgerechnet), zeigt das Balkendiagramm die häufigsten N-Grams, also wie oft ein Begriff in den Abstracts vorkommt. Das Thema, das ganz klar dominiert, sind „Large Language Models” (LLMs). Das zeigt, dass der Einsatz von LLMs in den Digital Humanities weiterhin ein Trend ist, der sich durchsetzt. Gleich danach kommt „cultural heritage”, was zeigt, dass GLAM und die Arbeit mit Kulturgütern nach wie vor ein zentraler Anwendungsbereich für DH sind. Methoden sind sehr präsent, vor allem KI („machine learning” und „large language models” stehen ganz oben), während „“computational Methods” und „text analysis” den methodischen Fokus verstärken. Der Fokus auf KI und LLMs ist nicht überraschend und war auch schon in der letzten DH zu sehen. Offenheit zieht sich durch das ganze Programm, wobei „open source”, „open science”, „open data” und „FAIR principles ” häufig auftauchen. Auch Wissensrepräsentation ist ein lebhaftes Thema, wobei „knowledge graphs” und „linked open data” auf Interoperabilität und semantische Anreicherung hinweisen.

Eine zweite Visualisierung zeigt, wie Themen in den Abstracts der Vorträge zusammen auftreten. In dieser Co-Occurrence-Heatmap zählt jede Zelle die Abstracts, die ein Paar der Top N-Grams im selben Text erwähnen (die Diagonale ist ausgegraut, weil Selbstpaare raus sind). Die Matrix ist ziemlich sparsam, was darauf hindeutet, dass sich viele Beiträge auf ein einziges Hauptthema konzentrieren, aber es gibt auch klare Überschneidungen. Begriffe rund um Offenheit wie “open science”, „open source”, „open data” und „FAIR principles” tauchen zusammen auf, oft in Kombination mit „research data“ und oft in Kombination mit „cultural heritage“. Methodische Themen bilden ein weiteres Cluster, insbesondere „large language models“, „machine learning“ und „computational methods“, die gelegentlich gemeinsam mit „text analysis“ erscheinen. „Cultural heritage“ zeigt Verbindungen zu mehreren dieser Bereiche, was darauf hindeutet, dass Kulturgüter häufig durch offene Praktiken, datengetriebene Ansätze und KI-gestützte Methoden in Fallstudien integriert werden.

Ein Heatmap zeigt die Co-Occurrence der häufigsten n-Grams. Dunkle Felder markieren häufige gemeinsame Vorkommen von Begriffen wie "large language models", "cultural heritage" und "open science".

Was ich mitnehme…

Die Teilnahme an der DH ist immer eine Chance, Freunde zu treffen, neue Leute kennenzulernen und viel zu lernen. Als ich Lissabon verlassen habe, hatte ich frische Ideen für LLM-basierte Methoden zum Erfassen und Analysieren von Daten im Gepäck. Wie Cha uns betonte, müssen wir uns nicht zwischen dem Überblick und den Details entscheiden; wir können zwischen beiden hin- und herwechseln und LLMs kritisch einsetzen, während wir selbst entscheiden, wann wir den Fokus auf Nuancen legen wollen. Außerdem wurde mir wieder bewusst, wie wichtig Dokumentation und Wiederverwendbarkeit sind: Unsere beste Arbeit ist für andere nur dann nützlich, wenn sie gut dokumentiert und frei verfügbar ist. Die DH2025 hat meine Neugier geweckt und mein Notizbuch mit Ideen gefüllt. Vielleicht werden wir uns 2026 in Wien zur DHd wieder treffen.

Tchau, Lisboa, até a próxima! Bis dahin hat Lissabon uns allen beigebracht, was Saudade bedeutet.

Ein Flugzeug fliegt über Lissabon bei Sonnenuntergang, die Skyline ist im Schatten sichtbar.

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