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Incontro a Siena sull’autonomia, il finanziamento e la dignità dell’Università e della Ricerca

2025年12月14日 22:58

Lunedì 15 dicembre, dalle 14 alle 17, si terrà all’Università di Siena un incontro sulla “Lettera aperta Per l’autonomia, il finanziamento e la dignità dell’Università e della Ricerca“.

La lettera, che la presidente Marina Buzzoni ha firmato a nome di AIUCD, è stata pubblicata il 20 novembre 2025 sul sito di Scienza in Rete, e ha attualmente ricevuto 134 adesioni. Il documento si basa su cinque punti fermi: 1) l’autonomia universitaria è un bene
pubblico da difendere; 2) la ricerca libera e di qualità richiede fiducia e risorse, non commissariamenti; 3) la valutazione deve essere al servizio della crescita, non del controllo burocratico; 4) il finanziamento stabile dell’università è una scelta strategica per il futuro del Paese; 5) è necessario attivare un programma di finanziamenti regolari per concorsi per l’immissione in ruolo di giovani ricercatori. I firmatari chiedono a Governo e Parlamento di ascoltare la voce della comunità accademica e di aprire un confronto sulla governance del sistema.

Parteciperanno i Presidenti delle società scientifiche, Rettrici e Rettori, Presidi, Direttrici e Direttori di Dipartimenti, rappresentanti di forze politiche, associazioni e sindacati.


Programma
Coordina Luca Carra, Scienza in Rete

Introduzione
Filippo Belloc, Direttore del Dipartimento di Economia politica e statistica dell’Università di Siena
Alberto Baccini, Università di Siena e Redazione Roars, La lettera aperta delle 127 società scientifiche ‘Per l’autonomia, il finanziamento e la dignità dell’università e della ricerca’
Alessandro Bellavista, Associazione italiana di diritto del lavoro e della sicurezza sociale
Rocco De Nicola, Gruppo 2003 per la ricerca scientifica
Marco De Nicolò, Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea

Mario Pianta, Società Italiana di Economia
Valeria Poli, Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare

Primi interventi
Marco Andreatta, Unione Matematica Italiana
Maria Luisa Meneghetti, Università degli Studi di Milano
Tomaso Montanari, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena
Francesca Monti, Società Italiana di Fisica

Sono previsti interventi, in presenza e online, di Presidenti delle società scientifiche, Rettrici e rettori, Presidi, Direttrici e direttori di Dipartimenti, rappresentanti di forze politiche, associazioni e sindacati.

L’incontro è organizzato dalla Rete delle Società scientifiche, di cui AIUCD fa parte, insieme al Dipartimento di Economia e statistica dell’Università di Siena.

Si potrà ascoltare l’incontro anche via Youtube a questo indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=MiiCnn_O26U

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AIUCD firma l’appello per l’autonomia, il finanziamento e la dignità dell’università e della ricerca

2025年11月22日 18:30

La presidente della nostra associazione, Marina Buzzoni, ha firmato a nome di AIUCD l’appello per l’autonomia, il finanziamento e la dignità dell’università e della ricerca della Rete delle Società Scientifiche italiane

L’Università e la Ricerca italiane stanno attraversando un momento cruciale. Dopo anni di sottofinanziamento strutturale e di crescente burocratizzazione, e dopo il diluvio effimero dei finanziamenti PNRR, si profila oggi il rischio di un ulteriore arretramento: un sistema sempre più centralizzato, meno libero, meno capace di produrre sapere critico e innovazione.

Finanziamenti e programmazione


L’Italia investe in università e ricerca molto meno della media europea. Questo sottofinanziamento cronico, unito a regole troppo restrittive per i contratti di collaborazione alla ricerca,  produce effetti devastanti: carriere bloccate, emigrazione verso centri di ricerca e università straniere, riduzione della qualità dell’offerta formativa, impossibilità di competere sul piano internazionale.


Il PNRR ha offerto un’occasione straordinaria, ma gli interventi una tantum non possono sostituire un finanziamento ordinario stabile e sufficiente. Ora è necessario un progetto durevole e massiccio di rifinanziamento del sistema universitario, accompagnato da meccanismi che garantiscano che l’autonomia nella gestione delle risorse, da parte delle università, sia esercitata in modo responsabile. 


È necessario stabilizzare la spesa per ricerca pubblica e università allo 0,7% del prodotto interno lordo, un livello raggiunto nel 2023 grazie ai fondi straordinari del PNRR. La legge di bilancio ora in discussione in Parlamento dovrebbe assicurare finanziamenti complessivi che mantengano in termini reali la spesa realizzata nel 2023.


Tale impegno potrebbe offrire prospettive a una generazione di giovani studiosi, che sono stati finanziati con il PNRR e rischiano di essere esclusi dai processi di reclutamento delle università e dei centri di ricerca pubblici.


Per questi scopi sarebbe utile un’agenzia nazionale per la ricerca realmente indipendente, dotata di risorse proprie, che sostenga la ricerca di base e quella libera, senza ingerenze politiche o burocratiche, e che promuova bandi di finanziamento a cadenza regolare e con regole certe. 

Autonomia vs centralizzazione


Alla luce delle preoccupanti voci sul progetto ministeriale che prevederebbe la designazione di un rappresentante del Governo in tutti i CdA delle Università pubbliche, e del decreto del Consiglio dei Ministri che pone l’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca) sotto il controllo dell’esecutivo, è necessario ribadire che l’autonomia universitaria non è un privilegio corporativo, ma un principio costituzionale (art. 33) e una condizione imprescindibile per la qualità della ricerca e della didattica. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un progressivo spostamento del potere decisionale verso il centro: bandi e fondi gestiti in modo accentrato, indicatori e parametri calati dall’alto, agenzie di valutazione che finiscono per indirizzare — più che valutare — le scelte scientifiche.


Peraltro, ben due dei tre componenti del collegio dei revisori dei conti, presenti in tutti i CdA, sono già di nomina governativa, essendo designati, rispettivamente, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero dell’Università e della Ricerca, tra dirigenti o funzionari dei ministeri stessi. Se è ragionevole che i revisori dei conti siano in sintonia con l’esecutivo e con i ministeri maggiormente interessati, sarebbe invece esiziale (e anti-costituzionale) introdurre un controllo sulle attività di didattica e ricerca.
Un sistema universitario vitale ha bisogno di pluralità, libertà di indirizzo e responsabilità locale, non di una catena di comando uniforme e gerarchica.

Governance e ruolo della CRUI


La ridefinizione della governance del sistema universitario deve essere frutto di un confronto ampio e aperto. Come insegna l’esperienza, le riforme più efficaci e virtuose sono quelle preventivamente discusse con le comunità di riferimento. La CRUI, come conferenza dei rettori, non può limitarsi a recepire le decisioni del Governo: deve tornare a essere parte attiva del processo, riportando al centro le comunità accademiche. Il CUN – che sarà presto investito da una riforma annunciata dal governo – deve mantenere il suo ruolo di espressione di tutte le componenti del mondo accademico. L’Università è una comunità di persone, non una piramide amministrativa.

ANVUR e valutazione


La valutazione è necessaria, ma non può trasformarsi in un controllo meramente burocratico. Una buona valutazione contribuisce alla crescita delle performance e sostiene la ricerca. L’ANVUR deve essere uno strumento indipendente che assicuri trasparenza e miglioramento, non un meccanismo punitivo o una leva di indirizzo politico.
È tempo di un ripensamento profondo dei criteri di valutazione, superando la numerologia e il feticismo bibliometrico, restituendo così spazio alla qualità e libertà di ricerca, alla multidisciplinarietà e al rischio intellettuale.

Concorsi e reclutamento


È in corso un progetto di riforma dei concorsi universitari che prevede di effettuare concorsi locali ma con commissari estratti a sorte da una lista nazionale di idonei, allo scopo dichiarato di combattere nepotismo e corruzione. Il dibattito ricorrente tra concorsi locali e nazionali deve essere affrontato senza ideologie ma con chiarezza. Serve un modello di reclutamento trasparente, fondato sulla qualità scientifica e sulla responsabilità delle sedi: non possiamo tornare a un centralismo che mortifica l’autonomia degli atenei, né possiamo accettare pratiche opache a livello locale.
L’esperienza mostra che irrigidire ulteriormente le regole dei concorsi produce benefici limitati. Può risultare più efficace favorire una maggiore assunzione di responsabilità da parte delle università e dei Dipartimenti. L’obiettivo deve essere quello di creare condizioni in cui il reclutamento di personale non idoneo si riveli, nel medio periodo, una scelta poco vantaggiosa.

Ribadiamo alcuni punti fermi:

  • L’autonomia universitaria è un bene pubblico da difendere.
  • La ricerca libera e di qualità richiede fiducia e risorse, non commissariamenti.
  • La valutazione deve essere al servizio della crescita, non del controllo burocratico.
  • Il finanziamento stabile dell’università è una scelta strategica per il futuro del Paese.
  • È necessario attivare un programma di finanziamenti regolari per concorsi per l’immissione in ruolo di giovani ricercatori.

Chiediamo al Governo e al Parlamento di ascoltare la voce della comunità accademica e di aprire un confronto vero sulla governance del sistema, sui meccanismi di finanziamento e di reclutamento e sul ruolo delle agenzie di valutazione.
Difendere l’università pubblica e la ricerca indipendente significa difendere la democrazia, la cultura e il futuro dell’Italia.

Primi firmatari

  1. Assemblea della Conferenza delle Associazione e delle Società di area giuridica (CASAG), il Presidente Maurizio Ricci 
  2. Associazione Antropologica Italiana (AAI), la Presidente Maria Giovanna Belcastro
  3. Associazione degli Italianisti (ADI), la Presidente Silvia Tatti
  4. Associazione delle Geografe e dei Geografi Italiani (AGEI), la Presidente Elena Dell’Agnese
  5. Associazione di Biologia Cellulare e del Differenziamento (ABCD), la Presidente Sara Sigismund
  6. Associazione di diritto pubblico comparato ed europeo (DPCE), il Presidente Rolando Tarchi 
  7. Associazione di Informatica Umanistica e Cultura Digitale (AIUCD), la Presidente Marina Buzzoni
  8. Associazione di Teoria e Storia Comparata della Letteratura (COMPALIT), il Presidente Massimo Fusillo
  9. Associazione Genetica Italiana (AGI), il Presidente Giuseppe Passarino
  10. Associazione ispanisti italiani  (AISPI), la Presidente Renata Londero
  11. Associazione Italiana degli Economisti dell’Ambiente e delle Risorse Naturali (IAERE), la Presidente Valeria Costantini
  12. Associazione Italiana degli Slavisti, il Presidente Cristiano Diddi
  13. Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti (AIPD), la presidente Laura Pani 
  14. Associazione Italiana di Anglistica (AIA), il Presidente Giuseppe Balirano 
  15. Associazione Italiana di Diritto del Lavoro e della Sicurezza sociale (AIDLASS), il Presidente Domenico Garofalo
  16. Associazione Italiana di Economia Agraria e Applicata (AIEAA), il Presidente è Meri Raggi
  17. Associazione Italiana di Economia del Lavoro (AIEL), la Presidente Maria De Paola 
  18. Associazione Italiana di Economia Sanitaria (AIES), la Presidente Cinzia Di Novi 
  19. Associazione Italiana di Filologia Germanica, il Presidente Alessandro Zironi
  20. Associazione Italiana di Ingegneria Agraria (AIIA), il Presidente Giuseppe Giordano  
  21. Associazione Italiana di Linguistica Computazionale (AILC), la Presidente Simonetta Montemagni
  22. Associazione Italiana di Logica e Applicazioni (AILA), il Presidente Silvio Ghilardi
  23. Associazione Italiana di Psicologia, il Presidente Sergio Salvatore
  24. Associazione Italiana di Public History (AIPH), la Presidente Enrica Salvatori 
  25. Associazione Italiana di Scienze Regionali (AISRe) e Sezione Italiana della Regional Science Association International (RSAI), il Presidente Giulio Cainelli
  26. Associazione Italiana di Sociologia (AIS), il Presidente Stefano Tomelleri 
  27. Associazione italiana di storia del pensiero politico (AISPP), la Presidente Francesca Russo 
  28. Associazione Italiana di Studi Iberoamericani (AISI), la Presidente Emilia Perassi 
  29. Associazione Italiana di Studi sulle Culture e Letterature di Lingua  Inglese (AISCLI), la Presidente Mariaconcetta Costantini 
  30. Associazione Italiana Docenti Universitari Scienze Archivistiche(AIDUSA), il Presidente Federico Valacchi 
  31. Associazione Italiana per gli Studi di Popolazione (AISP), la Presidente Anna Paterno  
  32. Associazione Italiana per la Protezione delle Piante (AIPP), il Presidente Gianfranco Romanazzi
  33. Associazione Italiana per la Ricerca in Storia economica (ARiSE), il Presidente Giuseppe De Luca
  34. Associazione Italiana per la Storia del Pensiero Economico (AISPE ), la Presidente Manuela Mosca
  35. Associazione Italiana per la Storia dell’Economia Politica (STOREP), il Presidente Saverio Maria Fratini
  36. Associazione Italiana per lo Studio dei Sistemi Economici Comparati (AISSEC), il Presidente Dario Sciulli
  37. Associazione Italiana Scienze della Voce (AISV), il Presidente Antonio Romano
  38. Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie (AISSA), il Presidente Nicolò Pietro Paolo Macciotta
  39. Associazione LLC – Labour Law Community, la Presidente Marzia Barbera 
  40. Associazione Nazionale Docenti di Anglistica (ANDA), la Presidente Antonella Riem
  41. Associazione per la Matematica Applicata alle Scienze Economiche e Sociali (AMASES), il Presidente Marco Li Calzi 
  42. Associazione per la Storia della Lingua Italiana (ASLI), il Presidente Sergio Lubello 
  43. Associazione Universitaria per lo Studio del Mondo Greco “TO HELLENIKON”, la Presidente Olimpia Imperio
  44. Consulta di Critica letteraria e letterature comparate, la Presidente Simona Micali 
  45. Consulta di Topografia Antica, il Presidente Paolo Liverani
  46. Consulta Nazionale di Filosofia, il Presidente Adriano Fabris
  47. Consulta per il Medioevo e l’Umanesimo Latini (CoMUL), il Presidente Fulvio Delle Donne 
  48. Consulta Universitaria dei Paleografi, Diplomatisti e Codicologi (CUPaDiC), il Presidente Sandro Bertelli
  49. Consulta Universitaria del Greco (CUG), la Presidente Liana Lomiento 
  50. Consulta Universitaria di Filologia Greca e Latina (CUFiGL), il Presidente Giovan Battista D’Alessio
  51. Consulta Universitaria di Studi Latini (CUSL), il Presidente Claudio Buongiovanni
  52. Consulta Universitaria di Studi sull’Asia e sull’Africa (CUSTAA), la Presidente Stefania Stafutti 
  53. Consulta Universitaria di Teatro (CUT), la Presidente Donatella Maria Giovanna Orecchia 
  54. Consulta Universitaria per la Civiltà Bizantina e Neogreca (CUBN), il Presidente Salvatore Cosentino 
  55. Consulta Universitaria per la Letteratura cristiana antica (CULCA), la Presidente Maria Veronese
  56. Consulta Universitaria per la Storia Greca e Romana (CUSGR), la Presidente Cecilia Ricci
  57. Economists for Peace and Security (EPS), il Responsabile del capitolo italiano di EPS  Raul Caruso
  58. Energy Finance Italia (EFI), Energy Finance Italia (EFI), il Presidente Tiziano Vargiolu
  59. Federazione delle Consulte universitarie di Archeologia (FCdA), il Presidente Giuliano Volpe
  60. Federazione Italiana delle Scienze della Natura e dell’Ambiente (FISNA) in rappresentanza delle 22 Società scientifiche federate, la Presidente Elisa Anna Fano
  61. Federazione Italiana Scienze della Vita (FISV), la Presidente Chiara Tonelli
  62. Gruppo 2003 per la ricerca scientifica, il Presidente Rocco De Nicola
  63. Science and Technology Studies (STS Italia), la Presidente Annalisa Pelizza 
  64. Seminario di Filologia Francese (SFF), il Presidente Luca Pietromarchi  
  65. Società Chimica Italiana (SCI), il Presidente Gianluca Maria Farinola
  66. Società dei Filologi della Letteratura italiana, il Presidente Andrea Mazzucchi 
  67. Società di linguistica italiana, la Presidente Miriam Voghera
  68. Società Filosofica Italiana (SFI), la Presidente Clementina Cantillo
  69. Società Geologica Italiana, il Presidente Rodolfo Carosi 
  70. Società Italiana degli Storici della Fisica e dell’Astronomia (SISFA), la Presidente Valeria Zanini
  71. Società italiana degli Storici economici (SISE), il presidente Marco Doria 
  72. Società Italiana degli Urbanisti (SIU), la Presidente Angela Barbanente 
  73. Società italiana delle Storiche, la Presidente Vinzia Fiorino 
  74. Società italiana di Antropologia e Etnologia, il Presidente Luca Sìneo
  75. Società Italiana di Biochimica e Biologia Molecolare (SIB), il Presidente Andrea Bellelli 
  76. Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare (SIBBM), il Presidente Salvatore Oliviero
  77. Società Italiana di Biofisica Pura e Applicata (SIBPA), la Presidente Velia Minicozzi 
  78. Società Italiana di Biologia dello Sviluppo e della Cellula (GEI-SIBSC), il Presidente Massimo Pasqualetti 
  79. Società Italiana di Biologia Evoluzionistica (SIBE), il Presidente Lino Ometto
  80. Società Italiana di Biologia Sperimentale (SIBS), il Presidente Francesco Cappello
  81. Società Italiana di Biologia Vegetale (SIBV) il Presidente Fiorella Lo Schiavo
  82. Società Italiana di Diritto ed Economia (SIDE), il Presidente Giovanni Ramello 
  83. Società Italiana di Diritto Internazionale e di Diritto dell’Unione europea (SIDI), Il Presidente Edoardo Greppi. 
  84. Società Italiana di Econometria (SidE), la Presidente Camilla Mastromarco 
  85. Società Italiana di Economia (SIE), il Presidente Roberto Cellini
  86. Società Italiana Di Economia Agraria (SIDEA), il Presidente Gianluca Brunori 
  87. Società Italiana di Economia Agroalimentare (SIEA), la presidente Christine Mauracher  
  88. Società Italiana di Economia dei Trasporti e della Logistica (SIET), il Segretario Generale Elena Maggi
  89. Società Italiana di Economia dello Sviluppo (SITRES), il Presidente Federico Perali 
  90. Società Italiana di Economia e Politica Industriale (SIEPI), il presidente Carlo Cambini 
  91. Società Italiana di Economia Pubblica (SIEP), il Presidente Gilberto Turati
  92. Società Italiana di Economia, Demografia e Statistica (SIEDS), il Presidente Salvatore Strozza 
  93. Società Italiana di Estetica (SIE), il Presidente Paolo D’Angelo
  94. Società Italiana di Farmacognosia, il Presidente Raffaele Capasso
  95. Società Italiana di Filologia Romanza, la Presidente Maria Sofia Lannutti
  96. Società Italiana di Filosofia Analitica (SIFA), la Presidente Sofia Bonicalzi
  97. Società Italiana di Filosofia Morale (SIFM), il Presidente Massimo Reichlin
  98. Società Italiana di Filosofia Politica (SIFP), il Presidente Michele Nicoletti
  99. Società Italiana di Filosofia Teoretica (SiFiT), il Presidente Adriano Ardovino
  100. Società Italiana di Fisica, la Presidente Angela Bracco
  101. Società Italiana di Immunologia Clinica e Allergologia (SIICA), il Presidente Massimo Locati 
  102. Società Italiana di Informatica (GRIN), il presidente Fabio Gadducci  
  103. Società Italiana di Logica e Filosofia delle Scienze (SILFS), il Presidente Vincenzo Fano
  104. Società Italiana di Matematica Applicata e Industriale (SIMAI), il Presidente Gianluigi Rozza
  105. Società Italiana di Nefrologia (SIN), il Presidente Luca De Nicola
  106. Società Italiana di Ottica e Fotonica (SIOF), la Presidente Ambra Giannetti
  107. Società Italiana di Psicologia di Comunità (SIPCO), la Presidente Laura Migliorini 
  108. Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione (SIGRAV), il Presidente Stefano Liberati 
  109. Società Italiana di Scienza delle Costruzioni (SISCo), il presidente: Luciano Rosati 
  110. Società italiana di Scienza politica (SISP), la Presidente Franca Roncarolo
  111. Società Italiana di Servizio Sociale  (SocISS), la Presidente Silvia Nicoletta Fargion 
  112. Società Italiana di Sociologia Economica (SISEC), il Presidente Luigi Burroni
  113. Società Italiana di Statistica (SIS), il Presidente Marcello Chiodi
  114. Società italiana di storia ambientale (Sisam), il Presidente Salvatore Adorno 
  115. Società Italiana di Storia del Lavoro (SISlav), la Presidente Nicoletta Rolla  
  116. Società Italiana di Storia della Filosofia (SISF), il Presidente Edoardo Massimilla
  117. Società Italiana di Storia della Filosofia Antica, il Presidente Riccardo Chiaradonna
  118. Società Italiana di Storia della Scienza (SISS), la Presidente Elena Canadelli
  119. Società italiana di Storia internazionale (SISI), il Presidente Daniele Pasquinucci
  120. Società Italiana di Studi sul Medio Oriente (SeSaMO), la Presidente Rosita Di Peri
  121. Società italiana per la storia contemporanea di area di lingua tedesca (SISCALT), il Presidente Carlo Spagnolo
  122. Società italiana per la storia dell’età moderna (SISEM), il Presidente Giorgio Caravale 
  123. Società italiana per la Storia Medievale (SISMED), il Presidente Francesco Panarelli,
  124. Società Italiana per le Donne in Filosofia (SWIP Italia), la Presidente Claudia Bianchi 
  125. Società Italiana per lo Studio del Pensiero Medievale (SISPM), il Presidente Luca Bianchi
  126. Società italiana per lo studio della Modernità letteraria (MOD), la Presidente Marina Paino  
  127. Società italiana per lo studio della storia contemporanea (SISSCO), il Presidente Marco De Nicolò
  128. Società per gli studi di storia delle istituzioni, la Presidente Antonella Meniconi
  129. Società scientifica Italiana degli Studi su Mafie e Antimafia (SISMA), il Presidente Rocco Sciarrone
  130. Società Scientifica Italiana di Sociologia, Cultura e Comunicazione (SISCC), il Presidente Giovanni Boccia Artieri
  131. Società Scientifica nazionale dei docenti di Progettazione Architettonica (ProArch), il Presidente Pasquale Miano
  132. Società Universitaria per gli Studi di Lingua e Letteratura Francese (SUSLLF), il Presidente Ruggero Druetta
  133. Unione Italiana per il Disegno (UID), la Presidente Ornella Zerlenga
  134. Unione Matematica Italiana (UMI), il Presidente Marco Andreatta

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“Cosa sarà del nostro futuro”: il comunicato durante AIUCD2025

2025年6月18日 01:29

Nel corso della conferenza annuale AIUCD2025, che si è tenuta a Verona l’11-13 giugno 2025, due socie della nostra associazione, Chiara Fusco e Silvia Tripodi, hanno concluso il loro intervento (Verso una svolta computazionale nella critica dantesca, qui il paper) con un comunicato che desideriamo condividere anche sul nostro sito.

Lo sviluppo del progetto che abbiamo illustrato, così come tanti che sono stati e che saranno presentati in queste giornate, non sarebbe possibile senza il lavoro di colleghe e colleghi che forse dovranno rinunciare alla carriera accademica. Oggi siamo qui in qualità di assegnista di ricerca e dottoranda, ma da novembre non sapremo cosa sarà del nostro futuro.

Da diversi mesi, le lavoratrici e i lavoratori precari.e dell’Università si sono organizzati.e in un’Assemblea Precaria Nazionale e in Assemblee precarie locali e dipartimentali per schierarsi contro i tagli e contro il sottofinanziamento cronico che soffocano l’università pubblica italiana.


Vogliamo ricordare che l’Italia investe solo 1,4% del PIL in Ricerca e Sviluppo, a fronte di una media europea di circa il 2,1% e di una media dei paesi OCSE del 2,5%.

Si stima – anzi, lo vediamo con i nostri occhi – che oltre il 50% del personale accademico operi senza prospettive di stabilizzazione.


La situazione è destinata a peggiorare in seguito alle nuove forme di collaborazione precaria previste dal DDL 1240 (assistente alla ricerca junior e senior, contrattisti post-doc, professore aggiunto) e dagli emendamenti al DDL 1445 (incarichi post-doc e incarichi di ricerca) che perpetuano un modello di svilimento e sfruttamento del lavoro, sulla scia degli Assegni di Ricerca; dall’altra parte, i Contratti di Ricerca risultano irrealizzabili visti i tagli di oltre 500 milioni di euro
previsti dalla legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207).


Come Assemblea Precaria chiediamo il raddoppio del Fondo di Finanziamento Ordinario e rifiutiamo con decisione la collaborazione degli atenei con enti universitari e istituzioni pubbliche e private che sostengono la ricerca in ambito bellico e militare.


Invitiamo coloro che non l’avessero ancora fatto a unirsi alle nostre rivendicazioni.

Le due ricercatrici hanno ricordato le iniziative dell’Assemblea Precaria Universitaria (che si può seguire su Instagram: @assembleeprecarieuniversitarie) e il Manifesto delle lavoratrici e lavoratori precari dell’Università elaborato a febbraio 2025 dalle Assemblee Precarie Universiarie.

https://www.roars.it/wp-content/uploads/2025/03/Manifesto-APU-1.pdf

L’associazione AIUCD ha un’altissima percentuale di giovani ricercatrici e ricercatori DH (disciplina che non ha ancora un suo riconoscimento in Italia), ed è a fianco di tutti i precari della ricerca.

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L’Università è sotto attacco: bisogna battersi per garantirle un futuro

2025年3月17日 03:29

Condividiamo un articolo di Natalia Milazzo che fa il punto sui tagli all’Università nel portale Scienza in rete:

Proprio mentre sui media si celebrano i risultati delle università italiane nella ennesima classifica delle migliori università al mondo, le università sono in realtà soggette a un duro attacco. 
In maniera esplicita, in qualche caso: basta pensare alle note dichiarazioni dell’attuale vicepresidente degli Stati Uniti James David Vance (“We have to honestly and aggressively attack the universities in this country”); ma anche in modo meno diretto, attraverso il definanziamento della ricerca, la limitazione della sua libertà, i vincoli posti agli argomenti e addirittura al lessico, con la sinistra comparsa di elenchi di parole soggette a proscrizione.
Questo rende ancora più urgente reagire e difendere l’università, la sua libertà, le sue risorse, le sue persone: discutendo e trovando soluzioni nel contesto internazionale e nei suoi sviluppi in Italia, riflettendo sul suo ruolo sociale, sui finanziamenti e sui cambiamenti istituzionali in corso. Sono i problemi che saranno affrontati nell’incontro “Il futuro dell’università in Italia” che la Scuola Normale Superiore organizza il 18 marzo, dalle 10 alle 13.30, presso la Classe di scienze politico-sociali, a Firenze, presso Palazzo Strozzi e che sarà possibile seguire anche in diretta streaming

18 marzo 2025: Il futuro dell’Università in Italia

2025年3月17日 03:20

Il 18 marzo 2025, dalle ore 10, si terrà presso Palazzo Strozzi a Firenze un incontro organizzato dalla Scuola Normale Superiore di Pisa sul futuro dell’Università in Italia.

Sarà possibile partecipare all’incontro anche via TEAMS (qui il link).

Programma

Presiede

Guglielmo Meardi – Preside della Classe di scienze politico-sociali, Scuola Normale Superiore

Interventi

Luigi Ambrosio – Direttore della Scuola Normale Superiore
L’esperienza del Tavolo tecnico sulla ricerca fondamentale del 2022

Tomaso Montanari – Rettore dell’Università per stranieri di Siena
Università libera o sotto controllo?

Donatella Della Porta – Scuola Normale Superiore
Il valore della libertà accademica

Luca Paolazzi – Fondazione Nord-Est
L’emigrazione dei laureati italiani

Discussione

Mario Pianta – Scuola Normale Superiore, Rete delle Società Scientifiche Italiane
Il ridimensionamento dell’università in Italia

Lorenzo Zamponi – Scuola Normale Superiore
Il precariato nell’università italiana

Daniela Chironi – Scuola Normale Superiore
Le prospettive di ricercatori e ricercatrici: l’esperienza alla Scuola Normale Superiore

Maria Luisa Meneghetti – Accademia dei Lincei, Commissione Università
Il problema delle Università telematiche private

Luigi Burroni – Università di Firenze, delegato alle relazioni sindacali 
Università e sviluppo in Italia

Discussione

Senato: approvata la mozione di Elena Cattaneo

2025年2月22日 03:32

Da Scienza in Rete

La mozione in difesa della ricerca scientifica presentata il 18 febbraio in Senato da Elena Cattaneo – e sostenuta da un appello su Scienza in rete – è stata approvata all’unanimità. Vi è dunque, almeno a parole, l’accordo per dare più fondi alla ricerca, tempi certi ai bandi, e un’Agenzia per la valutazione dei progetti da finanziare. Silvio Garattini ha firmato la petizione e si augura che non restino, come al solito, solo parole. La ricerca è fondamentale per la nostra economia, ma anche per la nostra salute. Merita quindi tutta la nostra attenzione e sostegno.

Incontro tra ministra Bernini e CRUI

2025年2月21日 17:41

La Rete delle società scientifiche sta attentamente seguendo i più recenti sviluppi sul tema dei tagli alla ricerca, e in particolare le reazioni successive all’incontro della ministra Bernini con la CRUI. In quello stesso giorno Bernini ha dichiarato all’ANSA che sono in arrivo 9,4 miliardi, e 37 milioni e mezzo per i contratti di ricerca.

Ricerca: dopo proteste, sospeso esame ddl Valorizzazione Milano, 20 feb. (LaPresse) –

Nel corso dell’incontro all’assemblea della Crui, la conferenza dei rettori delle università italiane, la ministra dell’Università e della ricerca, Anna Maria BERNINI – secondo quanto si apprende – ha evidenziato ancora una volta come ritenga “insufficiente” avere a disposizione un unico strumento contrattuale per inquadrare le diverse figure professionali della ricerca. Allo stesso tempo, BERNINI ha annunciato la sospensione dell’esame del ddl Valorizzazione della ricerca alla luce delle veemente proteste di sindacati e associazioni di dottorandi che si sono rivolti alla Commissione europea per bloccarne l’iter parlamentare. 

Ricerca: BERNINI annuncia decreto da 37,5mln per nuovo contratto. Milano, 20 feb. (LaPresse) –

La ministra dell’Università e ricerca, Anna Maria BERNINI, ha preso parte stamani all’assemblea della Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane. Secondo quanto si apprende, BERNINI ha annunciato la firma di un decreto ministeriale che finanzia con 37,5 milioni il nuovo contratto di ricerca, la cui sequenza contrattuale è stata approvata ed è ora a disposizione degli Atenei, un “potente” incentivo per rafforzare l’ingresso nelle Università di giovani ricercatori, dopo la spinta del Pnrr.

Ricerca: rettori, contratto non può essere unico strumento, Parlamento prosegua iter Milano, 20 feb. (LaPresse) –

La Conferenza dei rettori delle università italiane, a conclusione della riunione di oggi, ha ribadito che il contratto di ricerca “non può essere l’unico strumento idoneo a rispondere alle esigenze delle Università, rispetto alle sue missioni: l’alta formazione, la ricerca e il trasferimento delle conoscenze”. La Crui ritiene che il Ddl n.1240/24, proposto dal Ministero dell’Università (MUR) individui le figure di pre-ruolo utili e necessarie al reclutamento di giovani studiose e studiosi nazionali e internazionali. Auspica pertanto che l’iter parlamentare di approvazione del disegno di legge prosegua e si perfezioni nel breve.

PA: BOZZA DL, SALTANO NORME PER FLESSIBILITA’ BILANCI UNIVERSITA’ = Roma, 18 feb. (Adnkronos)

Lavori in corso per aumentare il grado di flessibilità dei bilanci delle Università. Su iniziativa del ministero dell’Università e della ricerca era stata inserita in una bozza del dl PA, atteso domani sul tavolo del Cdm, una norma per la revisione delle modalità di calcolo per la spesa storica del personale delle università. Tuttavia, secondo quanto apprende l’Adnkronos, la misura necessita di ulteriori verifiche per armonizzarla con la riforma complessiva del Fondo di finanziamento ordinario, su cui sta lavorando il Mur, ed è quindi stata, almeno al momento, eliminata. La proposta normativa mira a prevedere che siano esclusi dal calcolo dell’indicatore per l’applicazione del limite massimo alle spese di personale tutte le tipologie contrattuali che non comportano l’immissione in ruolo, ma che rispondono a specifiche esigenze di flessibilità, autonomia e pluralità del sistema universitario e della ricerca. In particolare, la deroga dalle spese di personale riguarderebbe alcune precise tipologie di contratti, come le figure ad esaurimento di tipo A (Rtd-A) e i contratti di ricerca. (Arm/Adnkronos)

Sul “Sole24 ore” un’intervista di Eugenio Burgio alla presidente della Conferenza dei rettori e rettrice di Milano Bicocca, Giovanna Iannantuoni: https://www.ilsole24ore.com/art/stabilita-risorse-e-piu-autonomia-i-fondi-atenei-AGnDLlyC

Stati di agitazione dell’università” ha pubblicato invece un comunicato (vd. ADI)

Bloccato il ddl Bernini, ora no a mercanteggiamenti: servono un piano straordinario contro la precarietà e finanziamenti agli atenei

Secondo quanto riportano alcuni media, la ministra dell’università Anna Maria Bernini, incontrando l’assemblea della Crui, avrebbe annunciato la sospensione dell’esame del ddl sul precariato universitario in seguito alle proteste di questi mesi e ai ricorsi in sede europea presentati da Flc-Cgil e Adi.
Si tratta di una vittoria importantissima per il movimento che da mesi si oppone al disegno di ulteriore precarizzazione del lavoro universitario portato avanti dal governo attraverso il disegno di legge. Reintrodurre sotto un altro nome l’assegno di ricerca, forma di post-doc precario, sottopagato e privo di tutele senza eguali in Europa, sarebbe stato un colpo fortissimo alle migliaia di ricercatori e ricercatrici che lavorano nelle università con contratti precari. La scelta della ministra segnala che le nostre proteste hanno colpito nel segno.
Ora il governo dev’essere conseguente e mettere sul campo risorse adeguate per finanziare i nuovi contratti di ricerca, una figura di post-doc precaria che garantisce la minima dignità del lavoro di ricerca. I 37,5 milioni di euro annunciati equivalgono a 5 contratti per ateneo. Servono almeno 200 milioni di euro. Il costo dei nuovi contratti non può essere sulle spalle dei bilanci degli atenei, già gravati dai tagli, ma deve vedere un impegno diretto da parte del governo, anche utilizzando le maggiori risorse che la tassazione dei contratti fornirà rispetto ai vecchi assegni di ricerca. Serve inoltre un piano straordinario di reclutamento che dia una prospettiva di stabilizzazione alle decine di migliaia di precari e precarie che lavorano negli atenei e assicuri la regolarità del reclutamento e del turnover negli anni a venire.
Sorprende che la Crui, invece di cogliere l’occasione per richiedere le risorse necessarie al governo, abbia preferito chiedere alla ministra di tornare sui suoi passi e rilanciare il ddl. Davvero i rettori, ignorando le prese di posizioni degli organi collegiali di molti dei loro stessi atenei, scelgono di mercanteggiare sulla pelle dei precari per scaricare su di loro l’onere dei tagli, invece di fare fronte comune per dare un futuro all’università?
È il momento di invertire la rotta rispetto a tagli e precarizzazione e di scegliere di investire davvero sulla ricerca, sulla didattica, sul futuro. Facciamo appello a tutte le componenti della comunità accademica perché si facciano sentire: le mobilitazioni di questi mesi sono servite, continuiamo a far sentire la nostra voce.

Stati di agitazione dell’Università

Aggiornamenti dall’Assemblea dei Precari del CNR

2025年2月19日 02:13

Sul sito web dell’Assemblea dei Precari del CNR è possibile accedere alla registrazione degli interventi  dei ricercatori Antonello Pasini, Istituto Inquinamento Atmosferico (IIA), e Massimiliano Pasqui, Istituto della Bioeconomia (IBIMET) durante l’assemblea che si è tenuta il 31 gennaio 2025:

https://sites.google.com/view/precariuniticnr/eventi-e-comunicati-pu/2025-eventi-e-news?authuser=0

Assemblea Nazionale dei ricercatori precari a Bologna, 8-9 febbraio 2025

2025年2月10日 20:24

In circa 15 città di Italia sono state organizzate delle Assemblee dei precari, con numerose iniziative di partecipazione collettiva. La più importante si è tenuta l’8 e il 9 febbraio a Bologna, con una mobilitazione di circa 400 persone riunite per lavorare a una piattaforma comune contro l’approvazione della riforma e per un ripensamento del sistema universitario. Ecco le dichiarazioni dell’assemblea:

Crediamo fortemente che, nel momento in cui l’attacco all’università si fa così esplicito e violento, la risposta non possa che essere collettiva e condivisa.La precarietà nell’università ci tocca tutte, dai tagli al mondo della formazione e ai finanziamenti, all’aumento di tasse, alla riduzione della qualità dell’insegnamento fino ad arrivare ad un completo asservimento dei saperi e della ricerca a logiche militari, bellicistiche e di mercato. Per questo, crediamo sia fondamentale creare alleanze e convergenze tra tutte le componenti dell’università: studentesse, ricercatrici, personale tecnico e amministrativo, docenti, dottorandi.

Assemblea AIUCD: sottofinanziamento alla ricerca e precarizzazione figure pre-ruolo

2024年12月31日 17:56

L’associazione AIUCD, che fa parte del coordinamento della Rete delle Società Scientifiche Italiane, convoca un’assemblea straordinaria in modalità online per lunedì 13 gennaio, ore 11.00-13.00, per discutere del sottofinanziamento alla ricerca e della precarizzazione delle figure pre-ruolo nell’università e non solo.

L’assemblea, aperta a Socie e Soci ma anche a chi segue AIUCD e desidera partecipare, servirà per:


– fare il punto della situazione;

– fornire aggiornamenti sulle attività presenti e future della Rete;

– accogliere suggerimenti e proposte operative.

Quando verrà aperta la discussione, chi partecipa è invitato/a ad effettuare brevi interventi (massimo 5 minuti) previa iscrizione in chat.


Alla fine dell’assemblea, il consiglio direttivo preparerà un documento contenente l’esito del dibattito da portare all’attenzione della Rete e dei nostri interlocutori politici nei prossimi incontri.


Vi aspettiamo numerose e numerosi.


Stati di agitazione dell’Università

2024年12月19日 22:22

La Rete delle Società Scientifiche parteciperà all’incontro che si terrà a Roma Tre “Stati di agitazione dell’Università”.

Venerdì 20 dicembre, dalle ore 11 alle ore 14,

ROMA Tre, Aula Moretti, Dipartimento di Architettura, ex Mattatoio

Largo Giovanni Battista Marzi, 10 – 00153 (mappa)

(Metro linea B, fermata Piramide; bus 718 – 719 – 775)

Link: https://rebrand.ly/lrmugic

Dalle ore 15, presidio al MUR

I rischi del ridimensionamento dell’Università e della ricerca: un incontro 16 dicembre 2024 a Siena e online

2024年12月10日 01:48

Il 16 dicembre, dalle ore 10.30-14.00, si terrà all’Università per Stranieri di Siena (aula Virginia Woolf) l’incontro “I rischi di ridimensionamento dell’Università e della ricerca”, organizzato in collaborazione con la Rete delle società scientifiche italiane.

Programma

Tomaso Montanari (rettore Unistrasi), L’Università in pericolo

Mario Pianta (presidente della Società Italiana di Economia) e Rocco De Nicola (presidente del Gruppo 2003), Le iniziative delle 122 società scientifiche su “I rischi di ridimensionamento dell’Università e della ricerca”

Maria Luisa Meneghetti (Accademia Nazionale dei Lincei, Commissione Università), I problemi delle università telematiche private

Gianna Fracassi (Segreteria Generale Flc-Cgil), Davide Clementi (Associazione Dottorandi Italiani), Orlando Paris (Osservatorio Unistrasi sulla precarietà e ARTED), Gianfranco Bocchinfuso (Rete 29 aprile), Alberto Baccini (Università di Siena e Redazione ROARS).

Sono previsti interventi, in presenza e online, di Presidenti delle società scientifiche, Rettrici e Rettori, Presidi, Direttrici e Direttori di Dipartimenti e di Centri di ricerca.

L’incontro potrà essere seguito anche online in streaming all’indirizzo live.unistrasi.it

“Fino all’ultimo precario”: la sede del CNR di Roma occupata

2024年12月9日 13:16

Il 28 novembre 2024, a Roma, i 4000 precari del CNR hanno avviato una protesta occupando la sede centrale dell’Istituto a Roma.

Si legge dal comunicato stampa:

“La scelta di presidiare la sede centrale nasce dalla necessità di trovare soluzioni concrete davanti alla situazione dei 4000 precari all’interno del più grande Ente di ricerca in Italia. Attualmente il personale precario impiegato conta circa 1000 tempi determinati, 2800 assegnisti, 300 borsisti. Con i calcoli da piano di fabbisogno e con il futuro blocco del turnover al 75%, il numero dei posti messi a concorso rischia di essere del tutto insufficiente rispetto a queste cifre”

“Come precari siamo stanchi di sentirci usati, senza alcuna prospettiva concreta, pronti solo a essere messi alla porta, da qui ai prossimi mesi. La nostra non è una sola forma di protesta, ma soprattutto una modalità per richiamare l’attenzione politica del paese su un tema centrale e fondamentale allo sviluppo e la crescita sociale, economica, civile, dell’Italia.”

Leggi le informazioni sul sito “Precari Uniti CNR

Il comunicato stampa a questo indirizzo

Rassegna stampa della protesta a questo indirizzo

122 Società scientifiche: richieste al Parlamento per il Bilancio 2025

2024年12月2日 17:22

In seguito all’incontro con la CRUI del 25 novembre 2024, a cui ha partecipato la nostra Presidente Marina Buzzoni, le 122 Società scientifiche che si sono riunite hanno avviato tre iniziative per dare continuità e incisività al nostro impegno comune:

  1. Un coordinamento informale di rappresentati delle società coinvolte per discutere in modo rapido iniziative e proposte. AIUCD è tra le associazioni coinvolte nel coordinamento ed è lieta di ricevere suggerimenti o proposte tramite la mail: presidenza@aiucd.org
  2. Le principali richieste emerse dall’incontro alla CRUI sono state raccolte in una lettera al Parlamento, in cui le Società presentano le richieste per la Legge di Bilancio. La lettera è stata inviata ai relatori in Commissione per la Legge di Bilancio 2025, ai Presidenti di tutti i Gruppi Parlamentari della Camera e ai membri della Commissione cultura. È stato preparato anche il relativo Comunicato stampa inviato ai media.
  3. Scienza in rete pubblicherà materiali e analisi rilevanti. Sulle questioni più generali del ruolo dell’università, si segnala la prolusione di Patrizia Nanz, Presidente dell’Istituto Universitario Europeo, su Università sotto attacco: come riappropriarsi dello spazio critico“. In molti atenei si stanno organizzando iniziative di discussione, promosse soprattutto dai ricercatori precari: si segnala che il 5 dicembre la conferenza della Società Scientifica Italiana Sociologia, Cultura, Comunicazione (SISCC) alla Sapienza a Roma, avrà una sessione sul futuro dell’università: https://ssi-scc.it/2024/11/13/siscc-winter-seminar-roma-5-dicembre-2024/

Rocco De Nicola: Il soffocamento delle università e l’impoverimento del Paese continuano

2024年11月27日 17:26

Il 25 novembre 2024 si è tenuta presso la sede della CRUI la presentazione del documento I rischi di ridimensionamento dell’università e della ricerca sottoscritto da 122 società scientifiche Tra gli altri è intervenuto Rocco De Nicola, presidente del Gruppo 2003:

C’è una tendenza decennale nell’approccio alla ricerca che mette l’enfasi sulle relazioni con l’industria. La filosofia di base è “…se hai bisogno di soldi trovateli sul mercato. Se quello che fai è utile allora troverai qualcuno che i soldi te li dà…”. Questo non solo non porta ai Nobel ma nemmeno ai grandi avanzamenti tecnologici: in fondo c’è il rischio di trasformare l’università in un istituto professionale al servizio delle imprese. Ma questo distrugge la fonte che per almeno un paio di secoli ha prodotto “uova d’oro” per le moderne economie industriali.

I partenariati estesi hanno impiegato più di 1.500 RTDa, ed è stato richiesto alle università di garantissero il 40% di posizioni stabili per essi senza alcun finanziamento aggiuntivo. Con i tagli previsti queste posizioni non ci saranno.

Prima andavano all’estero i nostri dottori di ricerca, ora ci andranno i ricercatori sui quali abbiamo investito ma che non riusciremo a trattenere.

Sussidieremo così la formazione dei migliori ricercatori di altri paesi. Ai danni del nostro.

I temi dell’intervento sono sviluppati in un articolo scritto da De Nicola e Giovanni Dosi per Scienza in Rete, che vi invitiamo a leggere.

25 novembre 2024: alla sede della CRUI e online la presentazione del documento di 122 società scientifiche

2024年11月23日 20:04

Lunedì 25 novembre 2024, alle 13.00, presso la sede della CRUI e online si terrà la presentazione e discussione del documento I rischi di ridimensionamento dell’università e della ricerca, sottoscritto da 122 Società scientifiche, tra cui AIUCD, e disponibile sul sito Scienza in rete. Condividiamo il comunicato stampa dell’iniziativa:

I rischi di ridimensionamento dell’università e della ricerca

​Le 122 Società scientifiche che hanno promosso il documento contro la riduzione delle risorse all’università lo presentano in sede CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università italiane).

Lunedì 25 novembre 2024, ore 13.00-15.00 alla CRUI, Roma, Piazza Rondanini 48

La legge di bilancio per il 2025 presentata dal Governo Meloni introduce rilevanti riduzioni della spesa per l’università e la ricerca. Il bilancio del Ministero dell’Università e della Ricerca sarà tagliato di 247 milioni di euro nel 2025, di 239 milioni nel 2026 e di 216 milioni nel 2027. Tagli di oltre 700 milioni in un triennio farebbero arretrare il sistema dell’università e della ricerca pubblica, aggravando il ritardo dell’Italia nei confronti dei maggiori paesi europei. Di fronte ai tagli e alle misure introdotte nel 2024, 122 Società scientifiche hanno sottoscritto il documento su ‘I rischi di ridimensionamento dell’università e della ricerca’, disponibile sul sito di Scienza in rete con le 122 adesioni ricevute:

https://www.scienzainrete.it/articolo/rischi-di-ridimensionamento-delluniversit%C3%A0-e-della-ricerca-lettera-delle-societ%C3%A0

Lunedì 25 novembre 2024, ore 13.00-15.00 presso la sede della CRUI, Roma, Piazza Rondanini 48

le 122 Società scientifiche che hanno promosso il documento lo presentano e lo discutono con

  • Giovanna Iannantuoni, Presidente della CRUI
  • Mario Pianta, Presidente della Società Italiana di Economia
  • Rocco De Nicola, Presidente del Gruppo 2003
  • Maria Luisa Meneghetti, Accademia Nazionale dei Lincei, Commissione Università
  • Luigi Ambrosio, già Coordinatore del Tavolo tecnico per la Strategia italiana in tema di ricerca fondamentale del MUR

Seguiranno interventi dei Presidenti delle società scientifiche, dei Rettori, dei membri del Consiglio Universitario Nazionale e di altri soggetti. Coordina il dibattito Luca Carra, Direttore di Scienza in rete.

Per partecipare – sia in presenza che online – è necessaria la registrazione mediante il form disponibile al link: https://forms.office.com/e/i0L4f7RjBy

Le riduzioni di spesa previste dalla legge di bilancio si aggiungono alle altre misure già realizzate dal governo:

  • nel 2024 le risorse del Fondo di finanziamento ordinario sono state ridotte di 173 milioni, con tagli di fondi che hanno colpito quasi tutte le università statali.
  • nel 2024 non c’è stato lo stanziamento per finanziare l’adeguamento Istat degli stipendi per i docenti universitari (+4,8% a parziale recupero dell’inflazione), spingendo le università a coprire le maggiori spese con minori attività di reclutamento.
  • la distribuzione delle risorse, attraverso i criteri adottati e i meccanismi premiali, alimenta  maggiori disparità tra grandi atenei e università “periferiche”.
  • sul fronte del reclutamento un disegno di legge del governo moltiplica le figure previste per i giovani ricercatori, aggravando le condizioni di precarietà, e facilita gli incarichi a docenti esterni.
  • oggi circa il 40% di tutto il personale docente e di ricerca è costituito dagli oltre 20 mila assegnisti di ricerca e 9 mila ricercatori a tempo determinato di tipo A. Nei prossimi tre anni intorno al 10% dei professori ordinari e associati andrà in pensione. Anziché favorire nuovi concorsi, il governo ha limitato ora il rinnovo del turnover al 75% della spesa precedente.
  • le facilitazioni offerte alle università telematiche private sollevano ulteriori preoccupazioni sul piano della qualità della formazione superiore.

Sono invitati i Rettori, i Presidenti delle società scientifiche, i membri del CUN, le associazioni e i sindacati del mondo dell’università e della ricerca, la stampa. I partecipanti in presenza sono ammessi fino alla capienza dei posti disponibili in sala. Il link per il video collegamento sarà inviato ai partecipanti registrati la mattina dell’incontro.

I rischi di ridimensionamento dell’università e della ricerca: una lettera delle società scientifiche

2024年10月22日 17:00

L’associazione AIUCD, insieme a numerose società scientifiche, ha sottoscritto una lettera sui rischi del ridimensionamento dell’università e della ricerca pubblica in Italia.

La lettera è disponibile sul sito Scienza in Rete

Il mondo dell’università e della ricerca pubblica è stato investito negli ultimi mesi da politiche del governo che introducono importanti cambiamenti.

A luglio 2024 la bozza di decreto sul finanziamento delle università aveva ridotto di circa 500 milioni in corso d’anno i fondi per il 2024, sollevando le proteste della Conferenza dei Rettori (CRUI) e del Consiglio Universitario Nazionale (CUN). Tale riduzione è stata poi confermata dal decreto ministeriale sul Fondo di finanziamento ordinario (FFO) del settembre 2024, che riduce di 173 milioni l’assegnazione dell’FFO e non assegna le coperture aggiuntive per i 340 milioni previsti dal piano per gli associati, recuperando le risorse dalla riduzione di quota storica, costo standard e perequazione. Oggi, dall’assegnazione dei fondi agli atenei, emerge che quasi tutti gli atenei statali hanno avuto riduzioni di fondi, con pochissime eccezioni.

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