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AIUCD 2026 al via: programma, Companion e informazioni utili

Oggi, 3 giugno 2026, prende avvio a Cagliari il XV Convegno annuale dell’Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale, dedicato a Digitale e Public Engagement: pratiche e prospettive nelle Digital Humanities.

Saranno tre giornate di interventi, sessioni parallele, poster, momenti di confronto, occasioni di incontro e appuntamenti associativi. Per accompagnare al meglio la partecipazione al convegno, quest’anno sono disponibili anche nuovi strumenti pensati per facilitare l’orientamento tra programma, sessioni e comunicazioni in tempo reale.

Il convegno in numeri

AIUCD 2026 conferma la vitalità della comunità italiana e internazionale delle Digital Humanities. Alla call for papers sono arrivate 151 proposte; al termine del processo di valutazione sono stati accettati 134 contributi, con un acceptance rate dell’88,7%.

Le proposte coinvolgono 371 firme d’autore, con una media di 2,46 autori per contributo, e circa 163 enti di ricerca, tra atenei, istituti e centri coinvolti. Sono inoltre 50 le candidature al Premio Gigliozzi.

La distribuzione tematica restituisce un quadro articolato delle linee di ricerca oggi attive nella comunità AIUCD: DH e co-costruzione, archivi ed edizioni, memorie, storia e patrimonio, dati e rappresentazione, testualità digitali e altri contributi trasversali alle Digital Humanities.

Il punto di accesso principale è il sito del convegno:

AIUCD 2026 Cagliari
https://aiucd2026.unica.it/

Dal sito è possibile raggiungere il programma completo, la sessione poster, le informazioni locali, gli aggiornamenti e il Conference Companion.

Il Conference Companion

Una delle novità di AIUCD 2026 è il Conference Companion, una guida digitale pensata per orientarsi più facilmente tra programma, poster, sessioni, informazioni locali e strumenti utili.

Il Companion può essere consultato da browser e installato sul telefono come web app, così da avere il programma sempre a portata di mano durante il convegno, anche offline.

Attraverso il Companion è possibile seguire le sessioni, consultare la poster session, accedere alle informazioni locali e costruire più facilmente la propria agenda delle giornate.

Il broadcast Telegram del convegno

Tra le novità di quest’anno, vi invitiamo a entrare nel broadcast Telegram riservato ai soli partecipanti al convegno, che sarà utilizzato per comunicazioni in presa diretta, aggiornamenti istantanei, news e indicazioni operative prima e durante le giornate del convegno.

La Lectio Magistralis

Tra gli appuntamenti centrali del convegno ci sarà la Lectio Magistralis di Philip Crowe dell’University College Dublin.

Il suo intervento toccherà temi che intrecciano patrimonio, public engagement, strumenti digitali, sostenibilità, comunità e co-progettazione.

La Lectio sarà discussa e commentata da Francesca Tomasi (Università di Bologna) e Arianna Ciula (King’s College London).

La sessione poster

Anche quest’anno la sessione poster rappresenta uno spazio centrale del convegno: un momento di dialogo diretto tra ricercatrici, ricercatori, studiose, studiosi e professionisti del settore.

La pagina dedicata permette di consultare i contributi selezionati, gli autori e le autrici, e le aree tematiche di riferimento. La sessione poster sarà anche un’occasione importante per conoscere lavori in corso, progetti emergenti e prospettive di ricerca che attraversano le diverse anime delle Digital Humanities.

L’assemblea dei soci AIUCD

Nel corso del convegno si terrà anche l’assemblea dei soci AIUCD, momento centrale della vita associativa.

L’assemblea è prevista per giovedì 4 giugno alle ore 17.30, in Aula Capitini.

La partecipazione all’assemblea è particolarmente importante: sarà l’occasione per condividere aggiornamenti sulle attività dell’associazione, discutere le prossime linee di lavoro e confrontarsi sul futuro della comunità AIUCD.

Le informazioni locali

Sul sito e nel Companion sono disponibili anche le informazioni pratiche relative alla sede del convegno, agli spostamenti, alla città e ai luoghi utili per chi partecipa alle tre giornate cagliaritane.

Una sezione specifica è dedicata anche all’esplorazione di Cagliari, con luoghi selezionati e indicazioni pensate per accompagnare le pause tra una sessione e l’altra.

Buon convegno

AIUCD 2026 sarà un’occasione importante non solo per discutere ricerche, strumenti, pratiche e prospettive delle Digital Humanities, ma anche per ritrovarsi come comunità: nei panel, nelle sessioni poster, nei momenti informali e nell’assemblea annuale dell’associazione.

Auguriamo buon convegno a tutte e tutti, e invitiamo chi partecipa a seguire gli aggiornamenti attraverso il sito, il Companion, il broadcast Telegram e i canali AIUCD.

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Prendere parola, prendere parte: giovani DHer e la vita di AIUCD

Il 24 marzo 2026, sulla mailing list AIUCD, è stata rilanciata una riflessione nata in occasione del convegno AIUCD2025 di Verona: come favorire una partecipazione più attiva delle socie e dei soci più giovani alla vita dell’associazione?

Per raccogliere proposte, osservazioni e bisogni in vista del convegno AIUCD2026 di Cagliari e della relativa assemblea, è stato aperto un breve sondaggio con un campo libero per i suggerimenti e con la possibilità, per chi rispondeva, di indicare se pubblicare o meno il proprio nome. Il 29 marzo 2026, dopo le prime risposte, la discussione è stata rilanciata in lista; proponiamo qui una prima restituzione dei contributi raccolti.

Le risposte arrivate finora mostrano che il tema non riguarda soltanto la vita interna dell’associazione: parlare di partecipazione giovanile significa interrogarsi anche sulle condizioni in cui si entra in una comunità scientifica, sulla possibilità di prendere parola, sul riconoscimento del lavoro interdisciplinare, sulla precarietà dei percorsi accademici e professionali, sui modi concreti in cui un’associazione può diventare uno spazio realmente accessibile.

Un primo elemento ricorrente riguarda la fiducia. Il coinvolgimento attivo può avvenire solo se chi si affaccia a un campo di studi sente di essere accolto e riconosciuto. Molte e molti giovani arrivano alle Digital Humanities dopo essersi formati in contesti disciplinari nei quali esporsi può apparire rischioso: fare una domanda, proporre un’idea, intervenire in un dibattito o prendere un’iniziativa possono essere percepiti come gesti da ponderare con estrema cautela.

Questa difficoltà non nasce necessariamente dentro AIUCD, che viene anzi descritta da più risposte come un ambiente accogliente e positivo. Nasce però nei percorsi formativi, nei settori disciplinari di provenienza, nelle gerarchie accademiche e nelle condizioni materiali del lavoro intellettuale. Per questo la domanda non è soltanto come “coinvolgere” i/le giovani, ma come costruire le condizioni perché possano sentirsi legittimati/e a prendere parola e a prendere parte. Una delle risposte al sondaggio insiste proprio su questo aspetto:

Personalmente, sono d’accordo con quanti hanno sollevato un problema “strutturale” educativo in Italia, che scoraggia l’esporsi con opinioni e idee proprie (e la capacità stessa di formularle) quando si ha a che fare con persone gerarchicamente in posizione di superiorità, attitudine che chi ha frequentato corsi in altri paesi anche europei ha potuto verificare essere molto diversa altrove.

La proposta che segue è molto concreta:

Occorrerebbero strategie pratiche per disinnescare la percezione gerarchica nei gruppi di lavoro, promuovendo occasioni di confronto diretto. Un esempio potrebbe essere quello di includere una quota “giovani” all’interno degli organi direttivi e organizzativi, in modo che il confronto possa essere vicendevolmente fruttuoso (ovvero, invitare anche la “vecchia guardia” a confrontarsi fuori dall’ambito del cerchio delle conoscenze).

Il tema della partecipazione si intreccia poi con quello del riconoscimento istituzionale delle Digital Humanities. Una risposta osserva che le DH non sono ancora pienamente riconosciute né come settore autonomo né come metodologia trasversale applicata alle discipline:

Concordo anche sul problema delle DH, non riconosciute né come settore a sé (con proprio SSD), né valorizzata come metodologia trasversale, applicata alle discipline (i cui contributi devono essere valutati almeno come pienamente disciplinari). Questo è un problema che nelle valutazioni effettivamente penalizza.

La stessa risposta collega questo nodo alla questione più generale dell’interdisciplinarità:

È un problema più vasto che riguarda l’interdisciplinarità in sé, fortemente penalizzata in Italia. Ma senza scomodare massimi sistemi, credo che chi approcci alle DH abbia già in sé una vocazione a superare il settarismo, e quindi ribadisco che il problema maggiore rimane a mio avviso quello sollevato in prima battuta.

Accanto a questi problemi strutturali, dalle risposte emergono proposte operative e facilmente discutibili in sede associativa. La prima è la creazione di uno spazio specifico per le socie e i soci più giovani:

Creare un “gruppo giovani” che sia coinvolto nella programmazione e nella realizzazione delle attività di AIUCD.

Il punto decisivo, in questa prospettiva, è che la partecipazione non sia soltanto consultiva o simbolica. Un gruppo giovani potrebbe diventare uno spazio stabile di proposta, confronto e progettazione, ma dovrebbe essere collegato alla programmazione reale delle attività dell’associazione.

Un’altra risposta sposta l’attenzione sul riconoscimento concreto del lavoro:

Fare da tramite per incarichi piccoli ma pagati.
Dare loro responsabilità nell’organizzazione di eventi.

Questa indicazione è importante perché evita di pensare la partecipazione soltanto come disponibilità volontaria. Per chi è nelle prime fasi della carriera, anche incarichi circoscritti possono produrre competenze, esperienza, visibilità e riconoscimento. Quando possibile, inoltre, il lavoro dovrebbe essere anche retribuito, proprio perché le condizioni materiali incidono sulla possibilità di partecipare.

Una risposta mette bene a fuoco un’altra esigenza: creare spazi in cui sia possibile esporsi anche senza avere già un risultato definitivo.

Riprendo volentieri questa riflessione, anche a partire dalla mia esperienza di dottoranda. Grazie ad AIUCD e alla mailing list ho avuto diverse occasioni di formazione e di confronto che sono state per me molto utili; in particolare, anche l’ultimo convegno di Verona è stato un momento ricco di stimoli, scambi e possibilità di crescita, che però rischiano poi di disperdersi nel tempo.

Il problema, qui, non è la mancanza di occasioni, ma la loro accessibilità effettiva:

Quello che percepisco, e che condivido, è che non si tratti solo di creare più occasioni di partecipazione, ma di renderle realmente accessibili, soprattutto per i/le più giovani che spesso non si sentono ancora (e mai) “abbastanza pront*”. Personalmente, una delle difficoltà maggiori è proprio quella di trovare spazi in cui sia legittimo esporsi anche con lavori non ancora definitivi.

Da qui nasce una proposta precisa:

In questo senso, potrebbe essere utile affiancare ai momenti più strutturati anche occasioni a “bassa soglia”: brevi interventi su lavori in corso, momenti di confronto meno formalizzati, che rendano più semplice iniziare a partecipare. Allo stesso tempo, credo che possano fare molto la differenza anche forme di scambio più diretto e informale: momenti di confronto tra pari, occasioni di feedback preliminare, ma anche forme di mentoring leggero e non gerarchico, che aiutino a orientarsi e a sentirsi meno “fuori posto”, soprattutto nelle prime fasi.

Questo passaggio suggerisce una direzione chiara: non tutti gli spazi dell’associazione devono avere la forma del convegno, della relazione compiuta o dell’articolo maturo. Possono esistere anche spazi per lavori in corso, dubbi metodologici, esperimenti, ipotesi iniziali, richieste di feedback. Per molte persone all’inizio del percorso, la possibilità di presentare qualcosa di non definitivo può essere il primo passo verso una partecipazione più stabile.

La stessa risposta insiste anche sulla continuità:

In questa direzione, penso possa servire pensare di rafforzare anche occasioni più continuative, come piccoli gruppi di lavoro, momenti di confronto informale o spazi di scambio regolari, che permettano di costruire relazioni nel tempo e rendano la partecipazione meno episodica, e quindi più sostenibile e produttiva.

Un ultimo nodo, molto netto, riguarda la precarietà. Una risposta invita a non leggere la partecipazione solo in termini di motivazione individuale:

A mio avviso, non si tratta tanto di una criticità interna ad AIUCD, che percepisco invece come un ambiente accogliente e positivo, quanto piuttosto di un problema legato al contesto lavorativo in cui molti giovani soci si trovano oggi a operare.

La difficoltà viene descritta come effetto di una condizione di urgenza permanente:

La precarietà costante, i lavori scanditi da consegne e la necessità di investire continuamente energie mentali e fisiche nella ricerca dell’incarico successivo producono una condizione di urgenza permanente. In questo quadro, il tempo e le risorse da dedicare a una partecipazione associativa attiva sono purtroppo molto limitati.

E la conclusione è altrettanto esplicita:

Pur essendo AIUCD una realtà inclusiva e stimolante, credo che le condizioni di incertezza e urgenza che caratterizzano molti percorsi professionali limitino la possibilità di un coinvolgimento costante.

Durante i giorni del convegno, e dopo la pubblicazione della prima versione di questo articolo (03.06.2026), è arrivata anche la seguente risposta, che insiste sulla creazione di occasioni di formazione ed eventi:

Organizzare attività di formazione, divulgazione ed eventi in cui i giovani soci possono mettersi in gioco scambiando non solo idee ma anche, e soprattutto, dubbi e criticità. Vorrei che queste occasioni siano uno spazio per aiutarsi concretamente e anche condividere competenze.

Le risposte raccolte indicano quindi alcune possibili linee di lavoro:

  • creare un gruppo giovani coinvolto nella programmazione e nella realizzazione delle attività;
  • affidare incarichi concreti, circoscritti e, quando possibile, retribuiti (è il caso, ad esempio, dell’affidamento dei lavori per il nuovo sito di AIUCD);
  • dare responsabilità organizzative reali in eventi, gruppi di lavoro, blog, comunicazione, formazione e documentazione;
  • prevedere spazi a bassa soglia per lavori in corso, idee preliminari e discussioni metodologiche;
  • favorire momenti di confronto tra pari;
  • sperimentare forme di mentoring leggero e non gerarchico;
  • rendere più continuativi i gruppi di lavoro e gli spazi informali di scambio;
  • discutere la possibilità di una presenza strutturata delle persone più giovani negli organi direttivi e organizzativi;
  • continuare a lavorare, anche sul piano pubblico e istituzionale, per il riconoscimento delle Digital Humanities e dell’interdisciplinarità.

Queste proposte saranno portate all’attenzione dell’assemblea di Cagliari (4 giugno 2026) per fare il punto e per capire quali idee possano essere tradotte in nuove azioni concrete.

AIUCD è una comunità giovane non solo perché molte dottorande e dottorandi, assegniste e assegnisti, ricercatrici e ricercatori nelle prime fasi della carriera partecipano alle sue attività, ma anche perché le Digital Humanities continuano a essere un campo in costruzione. Per questo la partecipazione delle persone più giovani non è un tema accessorio. È una condizione per il futuro dell’associazione e per la crescita delle DH in Italia.

Chi desidera contribuire può ancora farlo attraverso il sondaggio o intervenendo in lista. Ogni proposta, anche minima, può aiutare a costruire forme di partecipazione più accessibili, più continuative e più riconosciute.

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Le Digital Humanities a scuola: ultimo appuntamento di Aspettando AIUCD2026

Mercoledì 27 maggio 2026, alle ore 17:30, si terrà l’ultimo appuntamento di Aspettando AIUCD

Le Digital Humanities a scuola: la formazione docenti di AIUCD e la sperimentazione nel Liceo Mamiani
Con Cecilia De Angelis (Liceo Mamiani di Roma) e Alice Orrù (CNR-ILIESI)
Introducono: Paolo Monella (Università Kore di Enna) e Paolo Sartori (Liceo Tacito di Terni)

L’incontro è a cura del Gruppo Scuola di AIUCD.

Dopo una breve introduzione sulle attività del gruppo, verrà illustrato il MOOC Licei AIUCD, pensato per supportare la formazione degli insegnanti di area umanistica interessati a integrare metodologie e strumenti digitali nella pratica didattica.

A seguire, verrà presentato l’indirizzo sperimentale in Digital Humanities recentemente avviato presso il Liceo Mamiani di Roma, con un primo bilancio di obiettivi, criticità e prospettive.

La parte finale dell’incontro sarà dedicata alla discussione con il pubblico, per una riflessione collettiva sulle opportunità e sulle sfide dell’introduzione delle Digital Humanities nel mondo della scuola.

La partecipazione è gratuita. Per seguire il webinar è necessario iscriversi al questo link.

Pagina della rassegna: https://aiucd2026.unica.it/2026/04/18/aspettando-aiucd2026-2/

Chi avesse bisogno di un attestato di partecipazione può farne richiesta scrivendo all’indirizzo aspettando@aiucd.it. Gli attestati saranno inviati dopo il convegno AIUCD2026 di Cagliari. 

Programma e iscrizioni agli altri appuntamenti: https://www.aiucd.it/aspettando-aiucd2026/

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Patrocini: Valorizzazione del patrimonio culturale su Wikimedia

L’associazione AIUCD è lieta di patrocinare il seminario formativo “Valorizzazione del patrimonio culturale su Wikimedia”, ospitato lunedì 25 maggio 2026 dall’Istituto Italiano di Studi Germanici in presenza del Working Group DHwiki di DARIAH-EU, organizzato come side event del DARIAH Annual Event 2026. La giornata è aperta a tutte le persone interessate e si articolerà in due momenti:

Mattina 10:00–13:00 (modalità ibrida)

Workshop: Valorizzazione del patrimonio culturale su Wikimedia

Un seminario introduttivo e pratico dedicato all’uso delle piattaforme Wikimedia per la valorizzazione del patrimonio culturale, con particolare attenzione a Wikidata, Wikimedia Commons, interoperabilità e data round-tripping fra piattaforme. Locandina e informazioni in allegato.

Form per la registrazione Google Form.

Pomeriggio – ore 15:00

Incontro annuale del Working Group DHwiki di DARIAH-EU.

Nel pomeriggio si terrà l’incontro annuale del Working Group DHwiki, aperto ai membri del gruppo e a chiunque sia interessato alle attività del WG.

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Archiviare il web: quarto appuntamento di Aspettando AIUCD2026

Mercoledì 14 maggio 2026 alle ore 17.30 si terrà il quarto appuntamento di Aspettando AIUCD2026. Il quarto incontro è a cura del gruppo ALDiNA, un progetto di AIUCD in collaborazione con CLARIN-IT nato nel 2021 per lavorare sul tema dei materiali letterari nati digitalmente.

L’incontro di mercoledì, dal titolo Archiviare il web: teorie, strumenti e pratiche, è a cura di Alessia Del Bianco e Adele Gorini (DBC, Alma Mater Studiorum Università di Bologna), con introduzione di Lucia Giagnolini (DH.arc e Archivio Storico, Alma Mater Studiorum Università di Bologna).

Il seminario affronta le principali sfide legate alla conservazione dei contenuti online, presenta concetti chiave come Reborn Digital, Complex Object e Significant Properties, mettendo in luce il valore del web archiviato sia come fonte per storici e ricercatori sia come ambito di competenza per archivisti e bibliotecari. La parte finale propone un confronto tra SolrWayback e Wayback Machine.

La partecipazione è gratuita, è richiesta l’iscrizione tramite il modulo online: [ISCRIVITI AL WEBINAR]

Programma e iscrizioni agli altri appuntamenti: https://www.aiucd.it/aspettando-aiucd2026/

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Intelligenza artificiale vs Humanities: terzo appuntamento di Aspettando AIUCD2026

Giovedì 14 maggio 2026 dalle ore 16 alle ore 17 si terrà il terzo appuntamento di Aspettando AIUCD2026, un ciclo di seminari online che accompagna le comunità verso il convegno annuale AIUCD (Cagliari, 3-5 giugno 2026), organizzato quest’anno da Raffaele Argiolas, Emmanuela Carbé e Federico Boschetti, in concerto con i chair del convegno Cristina Marras e Giampaolo Salice.

Il terzo incontro è a cura dell’Osservatorio sulle Digital Humanities e l’Intelligenza Artificiale DH-AI, un progetto di AIUCD nato da un gruppo aperto di ricercatrici e ricercatori, professioniste e professionisti, insegnanti, studentesse e studenti che si occupano direttamente e/o sono interessati a vari aspetti e temi di IA nell’ambito delle discipline umanistiche.  Lo scopo principale è condividere conoscenze e metodologie affidabili e buone pratiche, e discutere dei rischi e degli aspetti problematici. Nell’incontro viene presentato l’Osservatorio, in particolare la Bibliografia collaborativa, vengono discussi alcuni temi controversi di GenAI, e presentati alcuni esempi di applicazione. L’incontro è rivolto a studenti, ricercatori, insegnanti, professionisti.

Intervengono Fabio Ciotti (Univ. di Roma Tor Vergata), Silvia Lilli (ricercatrice indipendente e insegnante), Anna Maria Marras (Università di Torino), Gino Roncaglia (Università di Roma Tre). Introduce Andrea Bolioli, coordinatore dell’Osservatorio DH-AH

La partecipazione è gratuita, è richiesta l’iscrizione tramite il modulo online: [ISCRIVITI AL WEBINAR]

Programma e iscrizioni agli altri appuntamenti: https://www.aiucd.it/aspettando-aiucd2026/

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Programming Historian: secondo appuntamento di Aspettando AIUCD2026


 


Il 6 maggio 2026 alle ore 17.30 si terrà il secondo appuntamento di “Aspettando AIUCD2026“, il ciclo di seminari online che accompagnerà la comunità verso il convegno annuale AIUCD, in programma a Cagliari dal 3 al 5 giugno 2026.

L’incontro sarà dedicato a Programming Historian, rivista internazionale open access che pubblica lezioni peer-reviewed su metodi e strumenti digitali per la ricerca nelle scienze umane. Interverranno Massimiliano Carloni (ACDH, Österreichische Akademie der Wissenschaften, Austria) e Nabeel Siddiqui (Director of the Center for Teaching and Learning, Susquehanna University, USA); l’incontro sarà introdotto da Giampaolo Salice.

Dopo una presentazione della rivista, seguirà una sessione pratica in lingua inglese, con slide in italiano, dedicata alla lezione di Programming Historian “Corpus Analysis with Voyant Tools”. L’attività sarà applicata a un corpus di testi italiani fornito durante l’incontro.

Il programma completo della rassegna, con i link per registrarsi ai singoli appuntamenti, è disponibile sul sito del convegno AIUCD2026.

La partecipazione è gratuita, è richiesta l’iscrizione tramite il modulo online: [ISCRIVITI AL WEBINAR]

Programma e iscrizioni agli altri appuntamenti: https://www.aiucd.it/aspettando-aiucd2026/

Materiali:

Sito principale: https://voyant-tools.org

Mirrors (in caso di malfunzionamenti del sito principale): https://voyant-tools.org/docs/tutorial-mirrors.html

Leopardi – Zibaldone: https://oeawcloud.oeaw.ac.at/index.php/s/rWj3CmaQqZZ2yMJ

Pirandello – Novelle per un anno (diviso per libri): https://oeawcloud.oeaw.ac.at/index.php/s/aRndNcKHd9wNCWC

Pirandello – Novelle per un anno (diviso per novelle): https://oeawcloud.oeaw.ac.at/index.php/s/eSX3JjjawHeMeQS

Stopwords: https://oeawcloud.oeaw.ac.at/index.php/s/JsZoLHMgxxPBdaJ


 

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Wikidata: primo appuntamento di Aspettando AIUCD2026

Il 29 aprile 2026 alle ore 17.30 si terrà il primo appuntamento di “Aspettando AIUCD2026“, il ciclo di seminari online che accompagnerà la comunità verso il convegno annuale AIUCD, in programma a Cagliari dal 3 al 5 giugno 2026. L’incontro sarà aperto con i saluti della presidente di AIUCD, Marina Buzzoni, e del chair del convegno cagliaritano, Giampaolo Salice.

L’incontro è dedicato a Wikidata ed è tenuto da Camillo Carlo Pellizzari di San Girolamo (Scuola Normale Superiore di Pisa).
Introduce Pierluigi Feliciati (Università di Macerata). Apriranno il seminario i saluti di Marina Buzzoni, presidente di AIUCD, e di Giampaolo Salice, chair del convegno di Cagliari.

Come iscriversi

La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione tramite il modulo online: [ISCRIVITI AL WEBINAR]

Abstract

L’incontro riguarda Wikidata, la base di conoscenza libera e collaborativa nata nel 2012 come uno dei progetti Wikimedia. Wikidata descrive oggi oltre 119 milioni di entità attraverso più di 1,7 miliardi di dichiarazioni ed è modificata ogni mese da più di 20.000 utenti.

Nel corso del seminario verranno presentate brevemente la storia di Wikidata, la struttura dei suoi dati e le principali modalità per interrogarli. Saranno inoltre illustrati alcuni esempi di ricerche di informatica umanistica che negli ultimi anni hanno utilizzato Wikidata come oggetto di studio o come strumento di lavoro.

La parte finale dell’incontro sarà dedicata a una breve dimostrazione pratica su come modificare Wikidata. Il pubblico potrà provare a effettuare modifiche con l’assistenza del relatore. Per partecipare alla parte pratica, si raccomanda di registrare un account su Wikidata almeno una settimana prima dell’incontro (qui il link).

Informazioni

Titolo: Wikidata: origini, struttura e prospettive per l’informatica umanistica
Relatore: Camillo Carlo Pellizzari di San Girolamo
Introduce: Pierluigi Feliciati
Data: 29 aprile 2026
Orario: 17:30-19:00
Modalità: online
Iscrizione: modulo online

Programma e iscrizioni agli altri appuntamenti: https://www.aiucd.it/aspettando-aiucd2026/

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Aspettando AIUCD2026

Nell’attesa di vederci a Cagliari tra il 3 e 5 giugno, ci incontreremo nell’ormai tradizionale ciclo di webinar che precede il convegno annuale di AIUCD. Gli incontri di quest’anno sono organizzati dall‘Università di Cagliari e il suo Centro interdipartimentale per l’Umanistica Digitale, insieme con i gruppi AIUCD Scuola (e il Liceo Statale Mamiani di Roma), l’Osservatorio DH AI, ALDiNA, con il Clarin Knowledge Center DiPText, con patrocinio di Wikimedia Italia e dell’Associazione italiana di Public History (AIPH).

Come partecipare

La partecipazione è gratuita.
Per seguire i webinar è necessario iscriversi attraverso i link indicati sotto ciascun incontro.

Sito di riferimento: Aspettando Aiucd2026

Programma

29 aprile 2026, ore 17:30-19:30

Wikidata: origini, struttura e prospettive per l’informatica umanistica

Con Camillo Carlo Pellizzari di San Girolamo
Scuola Normale Superiore, Pisa

Introduce Pierluigi Feliciati
Università di Macerata

Intervengono Marina Buzzoni
Università Ca’ Foscari Venezia, Presidente di AIUCD
e Giampaolo Salice
Università di Cagliari, Direttore del Centro Interdipartimentale DH

Abstract: L’incontro riguarda Wikidata, la base di conoscenza libera e collaborativa nata nel 2012 come uno dei progetti Wikimedia. Wikidata descrive oggi oltre 119 milioni di entità attraverso più di 1,7 miliardi di dichiarazioni ed è modificata ogni mese da più di 20.000 utenti. Nel corso del seminario verranno presentate brevemente la storia di Wikidata, la struttura dei suoi dati e le principali modalità per interrogarli. Saranno inoltre illustrati alcuni esempi di ricerche di informatica umanistica che negli ultimi anni hanno utilizzato Wikidata come oggetto di studio o come strumento di lavoro. La parte finale dell’incontro sarà dedicata a una breve dimostrazione pratica su come modificare Wikidata. Il pubblico potrà provare a effettuare modifiche con l’assistenza del relatore. Per partecipare alla parte pratica, si raccomanda di registrare un account su Wikidata almeno una settimana prima dell’incontro (qui il link).

In collaborazione con Wikimedia Italia

Iscrizione e accesso al webinar: [LINK]


6 maggio 2026, ore 17:30-19:30

Insegnare le Digital Humanities: dalla teoria alla pratica con il Programming Historian

Con Massimiliano Carloni
ACDH, Österreichische Akademie der Wissenschaften, Austria

e Nabeel Siddiqui
Director of the Center for Teaching and Learning, Susquehanna University, USA

Introduce Giampaolo Salice
Università di Cagliari, Direttore del Centro Interdipartimentale DH

Abstract: Programming Historian è una rivista online che aiuta studiosi e docenti di discipline umanistiche a integrare metodi digitali nel proprio lavoro. Lo fa attraverso la forma delle “lezioni”, ovvero articoli che uniscono una finalità didattica alla presentazione di un progetto di ricerca in cui i metodi digitali vengono applicati nella pratica. Questo incontro offrirà un’introduzione alla rivista e una riflessione sui criteri che rendono efficace una lezione. La parte introduttiva sarà seguita da una sessione pratica in cui i partecipanti, guidati dai relatori, avranno l’opportunità di provare la lezione “Corpus Analysis with Voyant Tools” (inglese) (spagnolo) per l’analisi linguistica di un corpus di testi italiani (fornito durante l’incontro).

Iscrizione e accesso al webinar: [LINK]


14 maggio 2026, ore 16:00-17:00

Intelligenza Artificiale vs. Humanities: l’Osservatorio DH-AI

Con Fabio Ciotti
Università di Roma Tor Vergata

Silvia Lilli
ricercatrice indipendente e insegnante

Anna Maria Marras
Università di Torino

Gino Roncaglia
Università di Roma Tre

Introduce Andrea Bolioli
coordinatore dell’Osservatorio DH-AI

A cura dell’Osservatorio AIUCD DH-AI

Abstract: L’Osservatorio sulle Digital Humanities e l’Intelligenza Artificiale DH-AI (https://aiucd.github.io/DH-AI/index.html) è un progetto nato da un gruppo aperto di ricercatori/trici, professioniste/i, insegnanti, studenti/esse (non solo soci di AIUCD) che si occupano direttamente e/o sono interessati a vari aspetti e temi di IA nell’ambito delle discipline umanistiche. Lo scopo principale è condividere conoscenze e metodologie affidabili e buone pratiche, e discutere dei rischi e degli aspetti problematici. Nell’incontro viene presentato l’Osservatorio, in particolare la Bibliografia collaborativa, vengono discussi alcuni temi controversi di GenAI, e presentati alcuni esempi di applicazione. L’incontro è rivolto a studenti, ricercatori, insegnanti, professionisti.

Iscrizione e accesso al webinar: [LINK


20 maggio 2026, ore 17:30-19:30

Archiviare il Web: teorie, strumenti e pratiche

Con Alessia Del Bianco e Adele Gorini
DBC, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

Introduce Lucia Giagnolini
DH.arc e Archivio Storico, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

A cura del gruppo ALDiNa di AIUCD

Abstract: L’incontro introduce il web archiving, ripercorrendone brevemente la storia e affrontando le principali sfide legate alla conservazione dei contenuti online, con uno sguardo al contesto internazionale e alle diverse strategie adottate a livello globale. Saranno presentati concetti chiave come Reborn Digital, Complex Object e Significant Properties, mettendo in luce il valore del web archiviato sia come fonte per storici e ricercatori, sia come ambito di competenza per archivisti e bibliotecari. La parte finale prevede un confronto tra SolrWayback e Wayback Machine, illustrandone le principali funzionalità.

Iscrizione e accesso al webinar: [LINK]


27 maggio 2026, ore 17:30–19:30

Le Digital Humanities a scuola: la formazione docenti di AIUCD e la sperimentazione nel Liceo Mamiani

Con Cecilia De Angelis
Liceo Mamiani di Roma

e Alice Orrù
CNR-ILIESI

Introducono Paolo Monella
Università Kore di Enna

e Paolo Sartori
Liceo Tacito di Terni

A cura del Gruppo Scuola di AIUCD

Abstract: Dopo una breve introduzione sulle attività del gruppo scuola AIUCD, verrà illustrato il “MOOC Licei AIUCD”, pensato per supportare la formazione degli insegnanti di area umanistica interessati a integrare metodologie e strumenti digitali nella pratica didattica. A seguire, verrà presentato l’indirizzo sperimentale in Digital Humanities recentemente avviato presso il Liceo Mamiani di Roma, facendo un primo bilancio di obiettivi, criticità e prospettive. Infine, l’ampio spazio riservato alla discussione con il pubblico ospiterà una riflessione collettiva sulle opportunità e sulle sfide dell’introduzione delle Digital Humanities nel mondo della scuola.

Iscrizione e accesso al webinar: [LINK]


Rassegna a cura di Raffaele Argiolas, Emmanuela Carbé, Federico Boschetti. Per informazioni sulla rassegna è possibile scrivere a aspettando@aiucd.it

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Reminder: Date importanti AIUCD 2026

Si ricorda a tutti coloro che intendono partecipare ad AIUCD 2026 le seguenti scadenze improrogabili:

Autori

  • Iscrizione al Convegno: entro il 19 aprile 2026
  • Invio della versione camera ready: entro il 22 aprile 2026

Uditori

  • Iscrizione al Convegno: entro il 17 maggio 2026

L’iscrizione è obbligatoria per la pubblicazione del contributo negli atti e per la partecipazione come uditori.

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Chiara Zuanni Chair di EADH

AIUCD si congratula con la socia Chiara Zuanni (professoressa di Digital Cultures and Digital Humanities presso l’Università di Krems), recentemente nominata Chair di EADH. Auguri di buon lavoro alla nuova presidente!

Più informazioni qui: 

https://eadh.org/news/2026/04/02/big-news-our-community-meet-our-new-chair

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Coordinamento del gruppo scuola

Siamo lieti di annunciare che il Gruppo Scuola AIUCD è ora coordinato da Paolo Sartori e Paolo Monella.

Finora Paolo Sartori ha coordinato il “Sotto-gruppo Licei”, che si è occupato della formazione e della consulenza rivolte ai docenti dei licei che vogliono sperimentare in indirizzi o iniziative DH e hanno contattato AIUCD per essere accompagnati in questo percorso. Il lavoro di quest’ultimo sotto-gruppo è stato finora magna pars dell’attività complessiva dell’intero Gruppo.

Il Direttivo ringrazia Paolo Sartori per il prezioso lavoro svolto finora e per quello che svolgerà nei prossimi mesi.

Un ringraziamento va anche ad Alice Orrù, che nel Gruppo sta coordinando la preparazione del “MOOC Licei AIUCD”. Si tratta di un corso asincrono, online, aperto, rivolto ai docenti di scuola che vogliano formarsi nelle DH e le cui prime lezioni saranno pubblicate entro la fine dell’anno scolastico.

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Blog: Lettura aumentata e punti di uscita dal testo

Siamo lieti di annunciare che nel blog di AIUCD è stato pubblicato un nuovo post dal titolo Lettura aumentata e punti di uscita dal testo di Ludovica Mastrobattista, Elena Ranfa, Gino Roncaglia, Alessia Vecchi.

Link diretto al post https://infouma.hypotheses.org/4023

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Scomparsa di Rodolfo Delmonte

È con profondo dolore che annunciamo la scomparsa di Rodolfo Delmonte, Professore in quiescenza dell’Università Ca’ Foscari Venezia, venuto a mancare improvvisamente giovedì 12 marzo 2026. Tra i primi soci di AIUCD, lo ricordiamo con gratitudine per il suo fondamentale e pionieristico contributo alla linguistica computazionale e ai nostri studi di umanistica digitale, nonché per il suo spirito critico e costruttivo. Tutti coloro che hanno incrociato il suo cammino sanno quanto sapesse trasmettere gioia e umanità. Con la passione che metteva nel suo lavoro di ricerca, ha lasciato un segno nel percorso professionale e personale di molti di noi. Il suo ricordo resterà vivo e accompagnato da un sentimento di autentica riconoscenza.

Un contributo al nostro blog: rodolfodelmonte (27 Luglio 2023). Poesia e Computer: un percorso bibliografico dagli anni ‘80 ai giorni nostri. Informatica Umanistica e Cultura Digitale: il blog dell’ AIUCD. Recuperato il 15 Marzo 2026 da https://doi.org/10.58079/qcdk

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Umanistica Digitale: pubblicato il numero 22

Siamo lieti di annunciare che è ora completamente disponibile il numero 22 (2026) di Umanistica Digitale (ISSN 2532-8816), consultabile all’indirizzo: [https://umanisticadigitale.unibo.it/]

Il volume è un numero speciale intitolato: From Data to Heritage: Semantic Enrichment, Archives, and Digital Libraries. IRCDL 2025 – Selected and Extended Papers ed è a cura di Giorgio Maria Di Nunzio e Marcella Cornia (Dal dato al patrimonio: arricchimento semantico, archivi e biblioteche digitali. Selezione di articoli estesi da IRCDL 2025).

Indice del volume

Giorgio Maria Di Nunzio, Marcella Cornia, Introduction to the Special Issue. From Data to Heritage: Semantic Enrichment, Archives, and Digital Libraries

Giulia Renda, Marilena Daquino, Do Information Visualisation and the Semantic Web Get on Well? A Study on the Usage of Storytelling Platforms to Improve Data Literacy Skills

Vanessa Faschi, Federico Avanzini, Luca Andrea Ludovico, Fostering Openness and Accessibility of Music Archives through Multilayer Formats

Sebastiano Giacomini, Chiara Martignano, Giorgia Rubin, Alessia Bardi, Marina Buzzoni, Marilena Daquino, Riccardo Del Gratta, Angelo Mario Del Grosso, Franz Fischer, Roberto Rosselli Del Turco, Francesca Tomasi, ATLAS: A Knowledge Graph to Enhance the Findability of International Scholarly Research on the Italian Digital Cultural Heritage

Riccardo Amerigo Vigliermo, Giovanni Sullutrone, Sonia Bergamaschi, Luca Sala, The “Digital Maktaba LP”. Proposing a Comprehensive Dataset for Arabic Script OCR Title Pages in the Context of Digital Libraries and Religious Archives

Stefano Ferilli, Eleonora Bernasconi, Domenico Redavid, Giorgio Maria Di Nunzio, Knowledge Graphs for the Web Economy. The CHiPS&BITS Project on Cultural Heritage

Andrea Esuli, Vincenzo Roberto Imperia, Giovanni Puccetti, Automatic Annotation of Legal References (Allegationes) in the Liber Extra’s Ordinary Gloss

Ricordiamo che Umanistica Digitale accoglie proposte in modalità continua. La rivista pubblica articoli scientifici originali (5.000–10.000 parole), recensioni e resoconti (1.000–3.500 parole), in italiano e in inglese, su tutti i temi e gli ambiti delle Digital Humanities.

Le linee guida per gli autori e le norme editoriali sono disponibili al seguente indirizzo [https://umanisticadigitale.unibo.it/about/submissions]

La rivista è riconosciuta come rivista scientifica ANVUR per le aree CUN 10 e 11 ed è classificata in fascia A in diversi settori scientifico-disciplinari: [https://umanisticadigitale.unibo.it/announcement/view/502]

Umanistica Digitale è inoltre indicizzata in Scopus: [https://www.scopus.com/sourceid/21101060465]

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Premio Buzzetti 2026: Silvia Lilli

Siamo lieti di comunicare che il progetto “Misurare la creatività linguistica: sorpresa ed entropia come strumenti di
analisi stilistica
” di Silvia Lilli è risultato vincitore del Premio di ricerca Dino Buzzetti 2026.

Il progetto si pone l’obiettivo di testare l’applicabilità all’analisi stilistica delle misure di ‘sorpresa’ ed ‘entropia’ elaborate nell’ambito della teoria dell’informazione in un corpus di testi letterari italiani del Novecento.

Ricordiamo che il premio è stato istituito nel 2023 in seguito alla scomparsa del prof. Buzzetti, tra i fondatori dell’Associazione nel 2011, Presidente dal 2011 al 2014, poi Presidente onorario.

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Chiusa la Call for Papers AIUCD 2026

La Call for Papers di AIUCD 2026 si è ufficialmente chiusa con 151 proposte ricevute, superando le aspettative sia per quantità sia per varietà dei contributi. II convegno si preannuncia come un momento di confronto internazionale e multidisciplinare, con una partecipazione diffusa tra realtà nazionali e contesti transnazionali.

Le proposte sono ora in fase di double-blind peer review (febbraio–marzo 2026). Gli esiti saranno comunicati agli autori entro il 31 marzo 2026.

Un approfondimento è presente sul sito del convegno: https://www.aiucd2026.unica.it/2026/02/12/aiucd-2026-stats/

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Blog: «Google e l’IA: evoluzione dal motore di ricerca al motore di risposta» di Rossana Morriello

Siamo lieti di annunciare che è stato pubblicato nel blog AIUCD un nuovo post dal titolo Google e l’IA: evoluzione dal motore di ricerca al motore di risposta  di Rossana Morriello

Link diretto al post: https://infouma.hypotheses.org/3959

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Patrocini: Digital Humanities tra pratiche, limiti e prospettive (in)convenienti [cfp posticipata 2 marzo]

L’associazione AIUCD è lieta di patrocinare il convegno Digital Humanities tra pratiche, limiti e prospettive (in)convenienti, organizzato dalle dottorande e dai dottorandi in Digital Humanities dell’Università degli Studi di Genova e Torino, che si terrà all’Università di Genova il 25 e il 26 maggio 2026.

La Call for abstract  è aperta fino al 18 febbraio 2026 2 marzo 2026 ore 13 italiane. Il convegno si terrà in presenza e la partecipazione è gratuita.

Per avere informazioni su come presentare i contributi, si rimanda al sito: digitalhumanities.phd.unige.it

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Blog: nuova coordinatrice e nuovo post

Il blog di AIUCD  da gennaio 2026 ha una nuova coordinatrice, Manuela Grillo, che prosegue l’ottimo lavoro svolto durante il coordinamento di Andrea Bolioli.

È stato pubblicato il primo post 2026: Wikipedia, 25 anni dopo di Giuseppe Arena (link diretto al post: https://infouma.hypotheses.org/3903).

La Redazione è in attesa di nuove proposte (blog@aiucd.it): contributi brevi, con un tempo di lettura ridotto, ma che offrono una panoramica su quel che succede in ambito DH: nella ricerca universitaria, così come nelle scuole, negli enti MAB e in tutto ciò che con le DH ha punti di contatto.

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